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lunedì, novembre 02, 2009
Luci e colori in autunno - La chiesa del mio paese ripresa tra due pioppi dalla zona golenale del fiume in un pomeriggio di fine ottobre.

lunedì, ottobre 26, 2009
Ci sono periodi in cui mi sento come in uno stato di precaria attesa. Ma di chi o di cosa poi alla fine? Troppe giornate mi scivolano addosso senza lasciarmi nulla.
Si sta
come d'autunno
sugli alberi
le foglie.
( Giuseppe Ungaretti )
martedì, ottobre 20, 2009
Sono oramai già trascorsi 20 anni da quell'ottobre 1989 e probabilmente l'immagine legata a quel periodo che tutti ricordano è la caduta del muro di Berlino. Quell'anno ed i mesi che seguirono rivoluzionarono la situazione geopolitica dell'intera Europa orientale.
Nel mio piccolo e grazie all'hobby della radio ebbi modo di vivere in prima persona quel periodo come uno dei più stimolanti di tutta la mia carriera radiantistica.
I radioamatori ufficiali, cioè quelli provvisti di una licenza governativa, (anche se spesso si trattava di funzionari statali o di partito) erano presenti in tutti i paesi dell'est con l'unica eccezione dell'Albania dove, unico paese europeo e uno dei pochissimi al mondo, non era permessa nessuna attività radio da parte di privati.
Un discorso diverso e ben più restrittivo riguardava le stazioni radio sulla banda cittadina degli 11 metri (noti come CB). Gli unici paesi dell'Europa orientale che ebbi modo di contattare su quelle frequenze furono l'Ungheria e la Polonia ( ecco un esempio del lontano gennaio 1986 tratto dal mio archivio) dove erano attivi sporadici e discreti operatori che spesso si autocostruivano le radio altrimenti introvabili se non si conosceva qualcuno che le portava dall'estero (es. un amico camionista) e comunque inaccessibili nel prezzo. Le antenne poi non erano ben viste e spesso venivano mimetizzate all'interno dei sottotetti oppure sotto forma di antenne filari (dipoli). Molte stazioni della Repubblica Democtratica Tedesca (DDR) mi confermarono in seguito che il solo sospetto di avere una stazione radio in casa seppur di debole potenza poteva costare una visita certa della rinomata polizia locale con tutte le conseguenze.
Con la ritrovata libertà di espressione a partire da quell'89 e per i mesi che seguirono si assistì ad una proliferazione incredibile di queste stazioni radio sulla banda libera. Persino molti radioamatori ufficiali sconfinarono su quella banda fino ad allora interdetta alle trasmissioni ma che molti di loro segretamente ascoltavano da sempre.
In quel periodo ricordo che la mia antenna era perennemente orientata verso est o nord-est per contattare a piene mani il maggior numero di stazioni da quegli stati che fino ad allora non avevo mai avuto modo di ascoltare e che di lì a breve avrebbero cessato di esistere come tali per riunificazione o separazione in nuove entità geografiche. Quelle centinaia di cartoline di conferma che scambiai allora rimangono a memoria di quei mesi che cambiarono la storia e che inconsapevolmente mi resero partecipe ad essa.
lunedì, ottobre 12, 2009
12 ottobre 1492: reminiscenze scolastiche fanno risalire questa data vera o presunta alla scoperta del continente americano da parte di Cristoforo Colombo. Ancora oggi negli Stati Uniti d'America ogni anno il secondo lunedì di ottobre viene festeggiato il Columbus Day.
E' per merito di coraggiosi navigatori ed esploratori che nei secoli scorsi si sono prodigati, con i pochi mezzi a disposizione e a volte fino al sacrificio estremo, se oggi e ancor prima dei moderni satelliti che visualizzano oramai ogni parte del pianeta, l'uomo ha potuto conoscere il pianeta su cui vive.
Se da un punto di vista geografico penso rimanga ben poco da scoprire (e da sfruttare ahimè) lo stesso non si può dire per altri rami della scienza dove c'è ancora molta strada da fare.
Ricordiamoci quindi anche di quelle persone che con il loro studio ogni giorno dedicano il loro quotidiano a ricerche che possono migliorare la vita e la salute di tutti. Di loro in genere si parla poco e solo in occasione di particolari scoperte o premi assegnati, ma i veri pionieri oggi sono rimasti solo loro.

martedì, ottobre 06, 2009
C'è qualcosa nei ricordi dell'adolescenza che disegna una traccia nell'anima. Sta lì e non si muove più, per tutto il resto della vita. Ci sono persone, immagini, situazioni, colori, profumi che sotterri magari per trent'anni e che improvvisamente ti sorprendono regalandoti un contatto imprevisto. Una cosa che abbraccia due vite distanti e per un instante le rende un'unica vita.
Penso a quella fila di biciclette lungo la strada di campagna e sento come una grinza nell'anima. Quelli eravamo noi, quando le nostre vite erano piene di una linfa luminosa. Eravamo noi, in quel momento esatto, e non saremmo più stati gli stessi. Un istante più tardi, un anno, una vita. Chissà cosa saremmo diventati, se ci saremmo più incontrati o magari avremmo fatto a meno di vederci, felici e distanti.
Ma in quel momento, in quel momento esatto della fila, veloci ed allegri, eravamo noi. I padroni delle strade del mondo. E il mondo allora era solo un rumore lontano, un rumore di fondo che la nostre voci spensierate riuscivano a coprire.
giovedì, ottobre 01, 2009
Quando le immagini hanno il potere di perpetuare un attimo vissuto nel continuo mutare della natura e dei colori...
Cielo e colline d'Oltrepò a pochi km da casa mia ripresi in un luminoso pomeriggio di settembre.
lunedì, settembre 28, 2009
Questo continuo cambiare d'abito, d'apparenza: non c'è mese dell'anno in cui non si assista ad una sfilata innovatrice, diversa dalle precedenti.
Perchè stiamo così freneticamente cambiando vestito? Non può essere soltanto un'esigenza commerciale. Ci sono mille altri modi al mondo per fare soldi. C'è un perchè più sottile: l'uomo sta tentando di estremizzare l'esteriorità. Non perchè crede in questa, altrimenti non la cambierebbe in continuazione, ma perchè disperatamente si trucca in questa. Non si rassegna ad accettare alcune domande, e soprattutto non si rassegna a rispondere.
Il mondo della moda è tutta una favola disumana, fuori tempo e assolutamente illusoria.
Sfilate pure giovani eteree, diafane ed asessuate top model: vi applaude solo una piccola parte del mondo come voi che vivete come burattini di una commedia che ha superato il terzo atto e che è già oltre il copione della vita e dei sentimenti reali.
martedì, settembre 22, 2009
Con l'inizio dell'autunno in questi ultimi giorni si è conclusa la partenza degli ultimi gruppi di rondini verso il mediterraneo e quindi l'africa del nord dove sverneranno.
Buon viaggio a tutte e arrivederci all'anno prossimo con la speranza di ritrovarvi ancora qui.

"Come le rondini migrano, si alzano in volo senza curarsi dei fucili dei contadini, così anche Ibrahim e compagni oraganizzano la fuga dalla rassegnazione e nulla può fermarli, nemmeno la morte che li aspetta in mezzo al mare. Il desiderio disperato di un futuro, un futuro qualsiasi, li proietta in un altrove che poco assomiglia a quello vagheggiato: la vita da clandestini, la galera, la precarietà trasformano questi giovani e i loro sogni. Qualcuno tornerà e verrà accolto dalle parole con cui qui si risponde al dolore: la vita è così. Altri invece non si arrenderanno e continueranno acercare il loro posto altrove."
( Alessandro Golinelli - da "Le rondini di Tunisi" )
venerdì, settembre 18, 2009
Dostoevskij definiva l'uomo come quell'essere che è capace di abituarsi a tutto.
La vita è un continuo processo di adattamento a situazioni nuove, impreviste ed imprevedibili e per sopravvivere dobbiamo essere capaci di avventurarci su sentieri ignoti. Il non farlo o la paura della nuova situazione che ci immobilizza intellettualmente è già un fallimento e se non sappiamo gettare via una parte oramai irrecuperabile di ciò che siamo o che siamo stati (e che niente e nessuno potrà mai restituirci) rimarremo incapaci di rigenerarci e di guardare il mondo da altre prospettive.
lunedì, settembre 14, 2009
Quanto sono fortunati gli attori: sta ad essi scegliere se vogliono aver parte nella tragedia o nella commedia, se vogliono soffrire o godere, ridere o spargere lacrime.
Non è così nella vita vissuta. La maggior parte degli uomini e delle donne sono costretti a recitare parti per le quali non hanno alcuna inclinazione.
Il mondo è un grande palcoscenico, ma le parti sono mal distribuite.
(Oscar Wilde)
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