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mercoledì, giugno 30, 2004
Ancora sull'amicizia... Ascoltando l'ultimo CD di Max Pezzali (ex 883) "Il mondo insieme a te", mi ha colpito un verso della canzone intitolata "Fai come ti pare" che dice:
"Credi nell'amicizia vera, non ne dubitare, specie nel giorno in cui qualcuno la tradirà; comprati un disco a caso che non volevi comprare: c'è una canzone che ti piacerà."
martedì, giugno 29, 2004
RIFIUTARSI DI AMARE PER PAURA DI SOFFRIRE E' COME RIFIUTARSI DI VIVERE PER PAURA DI MORIRE.
lunedì, giugno 28, 2004
E così anche il "nostro" albero non c'è più...
L'ho notato pochi giorni fa transitando dalla strada posta sopra l'argine maestro del Po del mio paese. L'albero in questione faceva parte di un bosco di pioppi che si estende nella zona golenale tra il fiume e l'argine e che ciclicamente vengono abbattuti per poi essere ripiantumati con piante più giovani.
Ai piedi di quell'alberello di allora in una calda domenica pomeriggio di inizio estate di diversi anni fa, all'alba della gioventù dopo i baci e i giuramenti d'amore, avevo inciso le iniziali dei nostri nomi utilizzando un coltellino.
La nostra storia terminò con la fine di quell'estate ma la vista di quell'albero e di quel bosco in questi anni mi ha sempre aiutato a non dimenticare quel momento di vita così importante.
Si sa che tutte le cose materiali hanno un'inizio ed una fine... ora dovrò accontentarmi di attingere dal ricordo che porto nel cuore.
domenica, giugno 27, 2004
"IL PIU' GROSSO LIMITE ALLA FELICITA' E' LA PAURA DI ESSERE FELICI."
(Autore anonimo)
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Due parole di saluto questa volta ad un amico della radio che vive nella regione della Vendée sulla costa atlantica francese:
Salut Fernand,
merci pour notre sympathique contact du 26 Juin et pour visiter mon petit site. Est-ce-qu'il te plait?
J'éspère te retrouver bientot sur les fréquences radio ou par Internet.
Amitiés. PAOLO
sabato, giugno 26, 2004
"Ciò che rende gli uomini socievoli è la loro incapacità di sopportare la solitudine ed in questa sé stessi." (Arthur Schopenhauer)
venerdì, giugno 25, 2004
Un'altra coppia di conoscenti che si sfascia... e nel peggiore dei modi tra insulti e stupide ripicche dopo una invidiabile storia d'amore durata diversi anni.
Ancora una volta bravi a farsi male e a nascondersi nell'indecisione tra il dubbio e la verità.
La fine di un amore. La fine di quello che sarebbe potuto essere e che invece non è riuscito...
giovedì, giugno 24, 2004
"CHI CERCA UN AMICO SENZA DIFETTI, ALLA FINE RESTA SENZA AMICI E TROVA SOLO DIFETTI."
(Proverbio turco)
Verissimo! Okay a ricercare le affinità e/o interessi comuni in un amico ma mai pretendere di trovarlo a nostra immagine e somiglianza di pensiero. (E poi siamo sicuri di essere noi così perfetti?) E anche se lo trovassimo... o sta fingendo o sarebbe di una noia pazzesca. Viva le diversità!
mercoledì, giugno 23, 2004
"I momenti migliori dell'amore sono quelli di una tranquilla e dolce malinconia in cui si piange senza sapere di che."
(Giacomo Leopardi)
martedì, giugno 22, 2004
E' iniziata l'estate, le scuole sono oramai terminate e dal mio tranquillo paese di campagna della bassa padana vedo rinnovarsi usi ed abitudini che fino a qualche anno fa mi appartenevano.
Mi riferisco al ritrovo pomeridiano e serale dei più giovani alla ricerca del divertimento. Certo, complice la bassa natalità degli ultimi 15 anni, non sono più gli anni delle "grandi compagnie" come quelle degli anni '80 in cui noi ragazzini specialmente alla sera ci muovevamo in gruppi di decine in sella ai nostri motorini per raggiungere magari il luna park di un paese vicino... ma vedo che la voglia di divertirsi rimane inalterata.
Quello che mi spaventa invece è l'incoscienza tipica dell'età che a volte fa abbassare il livello di prudenza sulle strade dei giovani centauri e questo a volte può costare molto caro.
Avevamo terminato da poco il 1° anno delle scuole superiori quando un mio compagno di classe perse la vita in sella al suo motorino scontrandosi con una moto di grossa cilindrata. L'episodio fu casuale e non dettato da imprudenza del mio amico; quindi sarebbe potuto accadere a chiunque di noi. Forse per la prima volta nella vita ci confrontammo con il dolore di una perdita e questo episodio ci fece sicuramente prendere maggior coscienza del pericolo.
Ancora oggi, a distanza di anni, quando mi capita di transitare per quel maledetto incrocio a volte ripenso a quel banco rimasto vuoto all'inizio dell'anno scolastico successivo e a quanto sia stupido ed ingiusto morire a 15 anni.
lunedì, giugno 21, 2004
"Il tempo che abbiamo quotidianamente a nostra disposizione è elastico: le passioni che sentiamo lo espandono, quelle che riusciamo a realizzare lo contraggono mentre la noia e l'abitudine riempiono quello che rimane."
(Marcel Proust)
domenica, giugno 20, 2004
In questi giorni sto apprezzando l'ultimo CD del pavese Max Pezzali (ex "883"). Anche il più conosciuto singolo "Lo strano percorso", orecchiabile brano tipicamente estivo, nasconde già nel ritornello un'autentica filosofia sulla vita:
"Lo strano percorso di ognuno di noi che neanche un grande libro o un grande film potrebbero descrivere mai per quanto è complicato e imprevedibile per quanto in un secondo tutto può cambiare e niente resta com'è."
sabato, giugno 19, 2004
Questa frase fa proprio al caso mio:
"SI PUO' VIVERE SENZA FRATELLI MA NON SENZA AMICI."
(Proverbio arabo)
venerdì, giugno 18, 2004
OGGI HO VISTO UNA PERSONA FELICE!
Sembra strano ma in questo mondo apatico dove tutto è scontato o preteso c'è ancora chi riesce a gioire per qualcosa:
stamane all'uscita dal lavoro ho trovato il mio amico A. che mi ha comunicato che il suo permesso di soggiorno in Italia gli è stato rinnovato per altri 12 mesi senza problemi, essendo lui ancora minore e quindi in carico al fratello maggiore che risiede e lavora qua regolarmente. Mi ha quindi mostrato raggiante il certificato come se ostentasse un trofeo... aggiungendo però che il prossimo anno al raggiungimento della maggiore età, per riottenerlo, dovrà necessariamente dimostrare o di avere un lavoro regolare oppure di essere iscritto ad una scuola.
Quel foglio di carta per lui significa molto e si considera fortunato ad avere avuto quest'opportunità che gli permette di guadagnare qualcosa anche se sente un pò di nostalgia per la sua famiglia in Marocco.
Al suo paese l'unica possibilità di lavoro, oltre a quella che offre lo Stato è quella del settore turistico ma ad entrambe accedono solo i figli raccomandati dei funzionari e della media borghesia cittadina. Per lui (penultimo di 7 figli) dopo le scuole medie l'unica prospettiva era il lavoro nella locale miniera di fosfati dove anche il padre ha lavorato e dove, come lui stesso mi ha detto, sono finiti altri suoi compagni di scuola meno "fortunati" di lui.
Io rabbrividisco a pensare questa cosa e dovrei provare vergogna ogni qualvolta che oso ancora lamentarmi per qulche insoddisfazione materiale.
giovedì, giugno 17, 2004
"Esiste un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo!"
(Charles Baudelaire)
...Ecco perchè oggi pomeriggio appena mi sono accorto di quella strana sensazione che stava per assalirmi, grazie alla mezza giornata di riposo lavorativo, sono salito in auto e con un bel sottofondo-dance sostenuto di "m2o" sono andato dal barbiere per un bel taglio drastico. Ora ho i capelli che stanno "in piedi" a mo' di porcospino! (Qualcuno mi sa spiegare perchè dai barbieri di solito non si parla d'altro che di calcio o di f***?)
mercoledì, giugno 16, 2004
In questi giorni sono iniziati e si stanno svolgendo per tanti studenti gli esami di maturità. I miei ricordi tornano a quei giorni quando anch'io vissi quell'indimenticabile esperienza. Più che l'ansia e la paura di allora per gli esami stessi ricordo con molta nostalgia i vecchi compagni di studi, i momenti passati insieme, la spensieratezza e l'ingenuità di un'età che non torna più. Ricordo i visi contratti di quei giorni che si scioglievano appena le prove erano terminate; c'era la gioia di portare a termine un ciclo di studi che specialmente agli inizi, a volte, ci era parso ostile ed interminabile ma allo stesso tempo c'era anche la consapevolezza che una parentesi della nostra vita si stava chiudendo per far posto ad un'altra che non sapevamo ancora cosa ci riservasse.
Di quei giorni ricordo i viaggi in auto che facevo da solo sotto il rovente sole di giugno per raggiungere l'istituto con la mente arrovellata da mille sensazioni, il senso di solidarietà che mai come allora si mostrò così forte tra compagni di scuola e poi le telefonate, gli abbracci della mia ragazza di allora (lei aveva da poco terminato gli esami di 3^ media e, malgrado fossi impegnato con i miei studi, l'avevo aiutata con lo studio del francese), l'affetto degli amici della compagnia e quelli che mi ascoltavano alla radio (da quando avevo 14 anni facevo il DJ nella nostra piccola radio del paese dove io conducevo il programma di dediche e richieste ogni giorno dalle 13:30 alle 15:00). Che momenti!!!
Ho rivisto solo pochi compagni di scuola di allora qualche anno fa in occasione di una festa di anniversario ma della maggior parte ho perso purtroppo ogni notizia... mi piacerebbe almeno una volta avere la possibilità di rivederli tutti e sapere cosa la vita ha riservato loro.
martedì, giugno 15, 2004
"Nulla guarisce l'anima salvo i sensi, come nulla guarisce i sensi salvo l'anima".
(Oscar Wilde - tratto da: "Il ritratto di Dorian Gray")
lunedì, giugno 14, 2004
"Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte."
(Edgar Allan Poe)
domenica, giugno 13, 2004
Ieri abbiamo passato una felice serata in compagnia di una coppia di amici di vecchia data chiacchierando e scherzando piacevolmente. Dopo un po' le donne con la scusa di vedere dei vestiti si sono spostate altrove ed io ho proseguito la conversazione con il mio amico che conosco, grazie alla radio, da quando eravamo ragazzini. Naturalmente siamo finiti quasi subito a parlare dei nostri anni di gioventù ricordando qualche episodio divertente e passando in rassegna uno per uno tutti gli amici e le amiche che facevano parte della nostra compagnia di allora (in totale una dozzina di persone). In particolare lui mi ha ragguagliato, per ciò che sapeva, sulla vita lavorativa e sentimentale di ognuno di loro, trattandosi per la maggior parte di suoi compaesani. Alla fine abbiamo constatato di essere gli unici sposati tra i maschi (seppur ancora entrambi senza figli), mentre gli altri sono ancora "singles" (convinti o per forza?). Le ragazze invece sono già tutte sposate o conviventi ed in alcuni casi già mamme... Come mai solo noi due abbiamo fatto "il passo"? Semplice casualità od affinità recondite? (Stesso segno zodiacale, entrambi figli unici con interessi e caratteri abbastanza simili...) Entrambi pensavamo un giorno di trovare le nostre "anime gemelle" all'interno del nostro gruppo così affiatato ed invece la vita, come spesso accade, ha rivoluzionato tutto: sua moglie è originaria di un'altra provincia lombarda limitrofa mentre io ho convolato con la Dani, una ragazza del mio paese che allora quasi non conoscevo e non consideravo nemmeno perchè troppo "piccola" per i 5 anni di età che ci separano. Quando le nostre compagne ci hanno raggiunto ci hanno chiesto: "Di cosa stavate parlando?" "Dei campionati europei di calcio!" abbiamo risposto noi quasi in coro. Già... proprio noi che non abbiamo mai dato un calcio ad un pallone!!! Naturalmente non l'hanno bevuta e la cosa è finita tra le risate...
sabato, giugno 12, 2004
"Se solo avessi le parole te lo direi anche se mi farebbe male. Se io sapessi cosa dire io lo farei lo farei sai. Se lo potessi immaginare dipingerei il sogno di poterti amare. Se io sapessi come fare ti scriverei ti scriverei... Una canzone d'amore per farmi ricordare una canzone d'amore per farti addormentare, che faccia uscire il calore che non ti so spiegare una canzone d'amore solo per te solo per te... Se un giorno io riuscissi ad entrare nei sogni tuoi mi piacerebbe disegnare sulla lavagna del tuo cuore i sogni miei i sogni miei lo sai... Se si potessero suonare li inciderei e poi per te li farei ascoltare. Se io sapessi come fare ti scriverei ti scriverei... Se io avessi le parole... le potessi immaginare... fosse facile spiegare... si riuscissero a suonare... se potessi raccontare... se sapessi come fare... se sapessi cosa dire... Allora ti scriverei una canzone d'amore per farmi ricordare, una canzone d'amore per farti addormentare, che faccia uscire il calore che non ti so spiegare... Una canzone d'amore solo per te, solo per te..."
("Una canzone d'amore" - 883)
venerdì, giugno 11, 2004
UNA LETTERA CHE NON SPEDIRO':
Sono oramai trascorsi diversi (troppi...) anni dal caldo pomeriggio di quell'11 Giugno in cui entrambi, ancora giovanissimi, ci abbandonammo in modo esplicito a ciò che da almeno due mesi cercavamo di interpretare cosa fosse (frasi, sguardi, contatti fisici). E fu subito amore: travolgente, appassionato, vissuto clandestinamente agli occhi dei genitori e degli amici stessi per paura che qualcuno potesse interferire nei nostri sentimenti. Quel fuoco arse forse troppo ardentemente e l'inizio della scuola a settembre, insieme alle difficoltà pratiche di continuare a vederci, misero fine alla nostra favola dopo un'estate indimenticabile. Fortunatamente la vita ha offerto comunque ad entrambi altre possibilità per essere felici, o almeno sereni. Durante questi anni non ho mai smesso di pensarti e la domanda più frequente che continuo a pormi è stata, ed è, se anche tu lo fai ancora ricordando le promesse ed i giuramenti che facemmo allora, forse già consci che la nostra storia non avrebbe potuto avere un seguito. Grazie a te ho conosciuto l'amore, quello "vero", e continuerò finchè la mia mente sarà accesa a conservare il tuo dolce ricordo nell'angolo più segreto del mio cuore. Eternamente PAOLO
giovedì, giugno 10, 2004
Stamattina al lavoro c'è stato un momento in cui mentre parlavo con un fornitore cercavo di rispondere ad una cliente che mi aveva chiesto indicazioni. Nel frattempo una collega da lontano mi faceva dei gesti per farmi capire che aveva necessità di parlarmi appena possibile. E come se non bastasse... dall'altoparlante in quel momento mi hanno chiamato in ufficio.
Forse qualcuno mi ha scambiato per l'uomo ragno! Beh, spero almeno di non fare la stessa fine...(^_^)
mercoledì, giugno 09, 2004
Viva le persone che ancora riescono a non dare tutto per scontato ma che si dibattono tra dubbi ed insicurezze nella vita così come nell'amore.
"Dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui, qui seduto in una stanza, pregando per un sì..." ( da "Come mai" - 883 )
martedì, giugno 08, 2004
Ogni volta che percorro a piedi il centro di Pavia, città che conosco bene anche perchè vi ho frequentato le scuole superiori, mi accorgo che tutto sta cambiando irrimediabilmente. Solo in alcuni vicoli del centro storico poco trafficati si riesce ancora a cogliere quell'atmosfera tranquilla e rilassante di una volta... Percorsi che fino ad una quindicina di anni fa facevo ogni giorno zaino in spalla con i compagni/e di scuola. Quasi tutti i vecchi negozi e le attività commerciali storiche hanno chiuso, rinnovato, cambiato gestione e lasciato spazio a catene commerciali dai loghi ben conosciuti. Persino la famosa sala giochi "Jolly Blu" meta del divertimento di diverse generazioni di ragazzini non esiste più. Questo locale aveva ispirato anche la canzone omonima di Max e Mauro (alias gli "883") che proprio da questa città agli inizi degli anni '90 avevano mosso i loro passi verso il successo. Oggi voglio quindi rivolgere un tributo a quei luoghi di cara memoria, ai bravi 883 per ciò che hanno saputo fare e soprattutto a (que)gli anni...
"Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph, Gli anni delle immense compagnie, Gli anni in motorino sempre in due, Gli anni di che bello erano i film, Gli anni dei Roy Rogers come jeans, Gli anni di qualsiasi cosa fai, Gli anni del tranquillo siam qui noi..." (da "Gli anni" - 883 )
lunedì, giugno 07, 2004
Dedicato a tutti gli amori sfortunati che anche quest'anno nasceranno durante le vacanze estive...
"Spiagge, immense ed assolate, spiagge già vissute, amate poi perdute, in questa azzurrità, fra le conchiglie e il sale, quanta gente che ci ha lasciato il cuore. Spiagge, di corpi abbandonati, di attimi rubati, mentre la pelle brucia, un'altra vela va fino a che non scompare, quanti segreti che appartengono al mare. Un'altra estate qui e un'altra volta qui, più disinvolta e più puttana che mai, mille avventure che, non finiranno se, per quegli amori esisteranno nuove spiagge, di cocco e di granite, di muscoli e di bikini, di straniere e di bagnini, quel disco nel juke-box, suona la tua canzone, per la tua storia che nasce sotto l'ombrellone. Spiagge, un'altra vela va, fino a che non scompare, quanti segreti che appartengono al mare. Un'altra estate qui, e un'altra volta qui, più disinvolta e più puttana che mai, mille avventure che, non finiranno se, per quegli amori esisteranno nuove spiagge, dipinte in cartolina, ti scrivo, tu mi scrivi, poi torna tutto come prima, l'inverno passerà, tra la noia e le piogge, ma una speranza c'è, che ci siano nuove spiagge..."
(Renato Zero - "Spiagge")
domenica, giugno 06, 2004
Tempo fa mi capitò di leggere il post di una ragazza nel quale addossava la colpa del suo male di vivere e della sua solitudine quasi interamente al fatto di essere figlia unica.
Anche a me è capitato di riflettere su questa cosa e pure da un punto di vista privilegiato(!) visto che anch'io sono figlio unico. Quelle affermazioni mi trovano d'accordo solo in parte: a chi mi chiede se sono stato felice di questa mia condizione egoisticamente rispondo di sì visto che non mi mancava niente ed ho sempre avuto giochi, passatempi e fortunatamente tanti amici con cui confrontarmi.
Sull'aspetto solitudine potrei anche essere d'accordo ma questa è una condizione di essere ed una persona può sentirsi sola anche in mezzo a tanta gente.
Visto che i miei genitori lavoravano entrambi, sono stato abituato fin da bambino a restare a casa da solo al pomeriggio fino al rientro di mia madre (che faceva la bidella) verso le 16:00.
Questa solitudine mi pesava soprattutto nei mesi invernali quando per motivi di studio o di condizioni atmosferiche avverse non mi andava di uscire. In quei momenti a volte avvertivo forte il bisogno di parlare con qualcuno e una camera piena di giochi, TV, stereo... a volte non bastano.
Allora mi attaccavo alla mia radio CB trasmittente (che possiedo da quando avevo 12 anni) e parlavo con qualche compagno di scuola od amico anche lui radiomunito. A volte è pure capitato che abbiamo fatto i compiti insieme in questo modo...
In quegli anni ho conosciuto in radio (ed in seguito spesso anche personalmente) tanti ragazzi, ragazze ma anche persone più adulte di paesi e città vicine, accorgendomi di non essere l'unico a soffrire di quel vuoto che avvertivo.
In questo senso posso affermare che la radio è stata per me, allora, come un fratello od una sorella "virtuali" attraverso la quale, in un'epoca in cui non c'erano ancora cellulari e computers, mi ha dato modo di divertirmi, riflettere, sfogarmi, idearmi, magari arrabbiarmi, ma che comunque mi ha permesso di crescere.
sabato, giugno 05, 2004
"Ormai non l'amo più, è vero...
ma forse l'amo ancora...
E' così breve l'amore e così lungo l'oblìo..."
(Pablo Neruda)
venerdì, giugno 04, 2004
Questo blog è un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti narrati sono frutto dell'inventiva dell'autore e vengono usati in maniera fittizia. Qualsiasi somiglianza con persone reali, vive o defunte, fatti o luoghi è...ASSOLUTAMENTE VERA!
Confesso che da tanti anni, esattamente dal lontano 1981, tengo anche un diario cartaceo. Ma forse quello più che un diario è solo un'agenda... qua invece paradossalmente riesco ad esternare sensazioni e riflessioni più vere... Grazie ancora a chi mi dedica alcuni minuti leggendomi!
giovedì, giugno 03, 2004
"Primo amore che sei destinato a morire. Primo, timido amore. Sempre ultimo tu... Tu un gigante, seppure hai lo sguardo bambino. Tu, un temporale, sebbene non pioverà più! Breve e intenso sei tu. Irripetibile amore. Figli ne avrai, ma nessuno somiglierà a te. Primo amore, non hai quasi mai un avvenire. Solo la rabbia rimane in chi ti ha perduto così! Quante volte vorrei tornare ancora a mentire. Trovare abbastanza argomenti per tenerti con me. Oppure lasciarti laggiù, in quel bosco proibito, nudo e disinibito tradire l'età. Ma quel primo amore fu il primo. Il più vero e importante. E' giusto che resti il più grande momento che c'è! Se siamo cresciuti anche noi è per quel primo amore. Fosse anche l'ultimo amore, è lì che ho imparato cos'è!"
(Renato Zero - "Souvenir" - 1987)
mercoledì, giugno 02, 2004
In questa giornata festiva (?!) e dal tempo incerto così come il mio umore affondo tra le parole dell'ultima canzone di Raf che ad un certo punto dice:
"Resto solo con le mie domande
patetiche, inutili,
purtroppo indispensabili..."
Dopo un'insignificante discussione nata due giorni fa con la mia compagna per motivi altrettanto futili, ancora una volta la mia sensibilità ed il mio maledetto orgoglio mi impediscono di dare un "colpo di spugna" e fingere che nulla sia successo.
Lo farò, ma ho bisogno di qualche giorno ed intanto soffro in silenzio...
martedì, giugno 01, 2004
E' CERTAMENTE MEGLIO ESSERE CHE SEMBRARE, TRANNE NELLA STUPIDITA' DOVE E' MEGLIO SEMBRARE CHE ESSERE.
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