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sabato, febbraio 26, 2005
Cessando di essere pervasi da una sottile e sana pazzia, si rischia di diventare stupidi e sicuramente di rendere meno sopportabile la realtà. Buon Weekend !!
giovedì, febbraio 24, 2005
L'altro ieri A. mi ha mostrato la pagella relativa al 1° quadrimestre appena ricevuta presso la scuola professionale che frequenta. Mi ha autorizzato a pubblicare sul mio blog i suoi voti; ecco quindi schematicamente la sua scheda di valutazione:
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Impegno e partecipaz. |
Conoscenza e abilità |
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Lingua Italiana
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7 |
6 |
| Storia e geografia |
7 |
6 |
| Inglese |
5 |
5 |
| Matematica |
8 |
8 |
| Informatica |
7 |
7 |
| Economia e Diritto |
5 |
6 |
| Scienze |
8 |
8 |
| Elettrotecnica |
8 |
9 |
| Misurazioni elettr. |
7 |
7 |
| Sicurezza |
6 |
6 |
| Tecnica professionale |
8 |
8 |
| Disegno elettrico |
7 |
7 |
| Capacità personali |
6 |
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| Comportamento |
5* |
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*Il voto relativo alla condotta per il 1° quadrimestre è stato abbassato ed uniformato per tutti come monito per una classe definita un pò "vivace".
In ogni caso considerato che i voti iniziali sono sempre un pò più bassi per stimolare gli studenti a fare di più, sono rimasto favorevolmente colpito del sostanziale esito soddisfacente riportato.
L'unica eccezzione è la lingua inglese ma posso capire che per lui l'apprendimento di una 4^ lingua (dopo arabo, francese ed italiano) possa risultare un pò difficoltosa almeno all'inizio. Lui, a differenza degli altri, deve inoltre tradurre in carattere occidentale, così diverso dal suo alfabeto, ciò che scrive...
Mia moglie, che conosce per motivi professionali la preside, ha avuto conferma che lui risulta comunque tra i migliori 5 o 6 studenti della sua classe su un totale di 15 (tutti italiani tranne un paio). Questa cosa ci ha reso felice per lui e ancora una volta mi ha confermato che l'impressione sulle sue potenzialità che avevo avuto fin dall'inizio è stata confermata.
Il vero merito e l'impegno va riconosciuto interamente a lui che ogni giorno si sobbarca il tragitto di 30 Km per andare a scuola (pullman+treno) anche in caso di neve come recentemente successo e poi al pomeriggio (e pure la domenica mattina) si dedica al suo vecchio lavoro di venditore ambulante.
E non mi meraviglio quindi quando mi dice che a volte alla sera davanti alla tv dopo le 21 è già "crollato" addormentato...
Me lo immagino entrare sorridente con la pagella in tasca nel vicino "phone center" per comunicare ai suoi genitori in Marocco i suoi risultati scolastici.
lunedì, febbraio 21, 2005
"Meravigliosa è la forza dei deserti d'oriente fatti di pietre, di sabbia e di sole, dove anche l'uomo più gretto capisce la propria pochezza di fronte alla vastità del creato e agli abissi dell'eternità, ma ancora più potente è il deserto delle città fatto di moltitudini, di strepiti, di ruote, d'asfalto, di luci elettriche e di orologi che vanno tutti insieme e pronunciano tutti nello stesso istante la medesima condanna..." ( Dino Buzzati - da "L'umiltà" )
venerdì, febbraio 18, 2005
"Lo spirito della conversazione consiste non nel dimostrarsi spiritosi ad ogni costo ma di aiutare gli altri a dimostrarsi tali. Chi vi lascia contento di sé e del suo spirito lo è anche di voi." (Jean de La Bruyère) FELICE WEEKEND A TUTTI !!
mercoledì, febbraio 16, 2005
Se nella vita non si può fare il lavoro che si è sempre sognato bisognerebbe dedicarsi ad un'attività completamente diversa. Mai accontentarsi di lavorare nel ramo. Ogni giorno si confronta il proprio lavoro con quello che si sarebbe desiderato e le analogie ne accentuano la distanza. Lo stesso vale in amore: il volto che ci ricorda vagamente chi abbiamo perduto o non ci ha ricambiato, anzichè guarirci o consolarci dell'assenza, non fa che evocarla finendo per diventare insopportabile, non tanto per ciò che è, ma per quello che non riesce ad essere pur alludendovi continuamente.
lunedì, febbraio 14, 2005
In ricordo del mio primo San Valentino... Ogni anno in occasione di questa ricorrenza mi viene spontaneo ricordare le vecchie storie d'amore vissute. Se nei periodi in cui non avevo legami sentimentali questa festa mi sembrava assurda, inutile e quasi un pò crudele, va anche detto che la stessa mi ricorda persone, periodi ed aneddoti altrettanto belli di quando la vivevo da innamorato. Per certo mi ricordo che la prima volta in cui ho avvertito un sentimento strano e forte di amicizia-attrazione-batticuore avevo 12 anni e frequentavo la 2^ media: lei era in classe con me, bionda, occhi color nocciola, carina... eppure fino a pochi giorni prima non mi ero quasi accorto di lei! Non riuscivo a capire cosa mi stava succedendo ma quando stavo vicino e parlavo con lei tutto dentro di me si rimescolava. Io e lei eravamo considerati i più bravi della classe pur non essendo dei "secchioni". Frequentando una scuola media di paese in fondo ci voleva poco a fregiarsi di questo titolo perchè "i migliori" (o considerati tali dai lori genitori) studiavano nel capoluogo. Fra di noi non ci fu mai competizione ma anzi, sguardi di intesa e di complicità, persino nel rispondere in classe. Incominciammo a frequentarci anche dopo la scuola. Spesso io andavo da lei in bicicletta percorrendo i 3 Km che separano i nostri paesi; alcune volte da solo, altre volte ero seguito dal mio inseparabile amico (ancora lui, il vigile!!! - n.d.r. per per i lettori più assidui). Altre volte invece era lei a farsi accompagnare a casa mia in auto da sua mamma con la scusa di studiare insieme (!?!?) Fu in quest'atmosfera di nuove sensazioni, complicità, abbracci e baci castigati che festeggiai quell'anno il mio primo San Valentino da innamorato (o qualcosa di simile...). Anche se in pubblico non ostentavamo nulla era oramai chiaro agli occhi di tutti quello che ci legava. La madre di lai faceva la maestra alle elementari e spesso a scuola durante l'intervallo mi sentivo osservato dall'altra parte del cortile dove stavano i bambini più piccoli con le loro insegnanti. Il culmine del disagio lo toccai però un pomeriggio che ero andato a trovarla nella sua azienda agricola. Lei fece attaccare il calesse al suo pony ed insieme facemmo un giro per il paese. Era già successo ma non si era mai usciti finora dalla sua proprietà. Tra i tanti che ci videro quel pomeriggio ci fu persino il parroco che insieme ad alcuni chierichetti stava facendo il giro del paese per la benedizione delle case dopo le feste pasquali. Costui era anche il nostro prof. di religione ed il giorno seguente la sua materia figurava nell'orario. Si verificò così quello che temevo: dopo un pò, parlando alla classe, con un sorrisetto beffardo e rivolgendosi a noi ci disse qualcosa come: "Allora, è stato bello il giro in calesse?". Arrossii e, tra le risatine dei nostri compagni, avrei voluto scivolare sotto il banco. In quel momento un calcio tirato dal mio inseparabile amico e pure compagno di banco mi raggiunse agli stinchi. Poi, mettendosi una mano davanti alla bocca, mi mormorò: " Bastardo... ieri mi avevi detto che dovevi studiare... poi facciamo i conti!" D'altronde lui è sempre stato così; anche a costo di reggere il moccolo voleva essere comunque presente(esperienze future me lo avrebbero dimostrato). Io però cominciavo a sentire voglia di libertà... o forse erano solo le avvisaglie di una nascente tempesta ormonale... "...BELLA GIOVENTU' CHE ADESSO TI ARRENDI COSI' PERCHE' NON SEI QUI... BELLA GIOVENTU', DIMMI ANCORA SI." (R. Zero)
venerdì, febbraio 11, 2005
"Di solito inconsapevolmente si detesta chi ci assomiglia troppo perchè i nostri stessi difetti visti dal di fuori ci esasperano." ( Marcel Proust ) __________________________________________ BUON WEEKEND A TUTTI !!!
giovedì, febbraio 10, 2005
Nella nostra società stiamo diventando oramai sempre più aridi e ringraziare o gratificare una persona ci costa sempre più fatica e spesso quando lo si fa è solo per opportunismo. In realtà tutti avremmo bisogno di qualche piccolo riconoscimento od elogio che ci dovrebbero arrivare da persone che sono per noi importanti o da istituzioni designate a farlo. In fondo quando facciamo qualcosa siamo sempre in attesa di un giudizio diretto od indiretto di qualcuno. A volte costoro, pur sapendolo, ci negano apposta la loro approvazione per farci soffrire o per tenerci in pugno. E' incredibile l'uso che noi tutti facciamo di questo potere e delle sottili sofferenze che a volte infliggiamo agli altri. Quando andavo a scuola c'erano degli insegnanti che nel corso di un anno non sono mai stati capaci di dire almeno una volta "bravo" a qualche studente che aveva dimostrato grandi sforzi per migliorarsi e che pendeva dalle loro labbra. Nel mondo del lavoro in seguito mi sono capitati pure (per brevi periodi fortunatamente) dei dirigenti sempre accigliati, a cui non andava mai bene nulla e che tenevano tutti in uno stato di profonda incertezza sentendosi forti della posizione acquisita arrivando in alcuni casi ad una sottile forma di ebbrezza della prevaricazione e dell'arbitrio mosso dall'invidia.
mercoledì, febbraio 09, 2005
Questa canzone di Zero è una parodia ma tratta indiscusse verità sulla noia-depressione che colpisce sempre più persone ai nostri giorni. Sono convinto comunque che i veri depressi siano pochi tra coloro che si professano di esserlo: molti sono solo annoiati, privi di stimoli e contagiosamente "spenti". Si salvi chi può!!! "E' la noia che non perdona mai, non si sbaglia, sa già che razza d'uomo sei... Non è eccentrica, non è così vistosa, nè sensuale, nè formosa, ma ci sta! Un istante dopo sei gia suo e ti fotte... Una sola notte insieme a lei come ti riduce lo vedrai... E' la noia, fitta nebbia intorno a noi, strada buia, dove cadi non lo sai. Pillole ed intrugli vanno giù da soli, sono voli simulati quelli tuoi... Benvenuti nella culla dei fantasmi, troppo tardi ti risveglierai, se tentenni avrà ragione lei... Io non resto con te un istante di più; non c'è scampo oramai, lo vedi anche tu... è una continua frustrazione così, neppure il sesso fa miracoli qui. Io non resisto accendi un sole per me... Non stare lì impassibile, azzarda l'impossibile, qualunque cosa, anche un sorriso usato, se c'è. E' la noia, che ogni voglia spazza via, vecchia troia, non ti voglio a casa mia! Il niente che si muove, il niente che respira... la dottrina insana delle nullità. Non venirmi a dire che si può star bene con la mente sempre in avaria, rapinati della fantasia. Non resisto con te, altri stimoli ho; giorni che vanno via senza un movente però è contagiosa questa noia oramai, si è fatta già troppi clienti anche lei. Siamo al collasso, non si parla già più; non stare lì impassibile, azzarda l'impossibile... Pericolosa noia, puoi morirne anche tu! E' la noia!!!" (Renato Zero - "Emergenza noia" ©1998)
martedì, febbraio 08, 2005
Buon Carnevale a tutti !! anche se le maschere le ho sempre viste come personaggi tristi...
Maschere come quelle che tutti nella vita di ogni giorno, inconsapevolmente o meno, coraggiosamente o vigliaccamente, devono indossare...
sabato, febbraio 05, 2005
"My name is Might-have-been; I am also called No-more, Toolate, Farewell..."
( "Il mio nome è Sarebbe-potuto-essere; ma mi chiamo anche Non-più, Troppo-tardi, Addio..." ) (Dante Gabriel Rossetti - da "La casa della vita")
mercoledì, febbraio 02, 2005
Un mio amico di infanzia (lo stesso di cui ho parlato nel post del 21 gennaio) attualmente fa il vigile nella polizia municipale e tra le altre cose guida il locale scuolabus. Recentemente mi ha confessato di essere stato richiamato più volte perchè guidava e fumava anche in presenza dei bambini in barba ad ogni divieto.
Ora fuma solo alla partenza quando il mezzo è ancora vuoto... Poco importa se quando saliranno i ragazzi l'interno assomiglia ad una camera a gas...
Ma questo è ancora niente rispetto a ciò che ha fatto un pò di tempo fa e per il quale fu giustamente e severamente richiamato...:
Alla fermata in cui doveva salire un bambino di origine extracomunitaria, lui accostava, apriva la porta e in dialetto gli diceva una frase tipo: "Non ho bisogno niente..." paragonandolo ad un comune "vu-cumprà". Dopodichè richiudeva la porta per un attimo e se la rideva insieme agli altri ragazzi che erano già sullo scuolabus. Pare che questo episodio si sia ripetuto diverse volte fino a quando la mamma del poveretto (lei a differenza del marito è italiana) esasperata non abbia denunciato il fatto in Municipio.
Pare che l'autista si sia difeso dicendo: "Stavo solo scherzando..." (!?!?) e che lo aveva fatto solo per "tenere alto il morale della truppa".
Il sottoscritto si dissocia da simili comportamenti e all'occasione non ha mancato di farlo notare all'interessato anche se con deludenti risultati.
martedì, febbraio 01, 2005

Sono lieto di mostrarvi il volto di uno dei miei più grandi nemici di ogni giorno... Ed è lui che alla fine riesce sempre a fregarmi !
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