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giovedì, marzo 31, 2005
Non riesco ad immaginare la mia vita senza qualche piccolo stimolo fantastico o non impossibile ideale che sia capace di dare forma ad una speranza, seppur vaga, trasformandola in un efficace desiderio che mi aiuti a vivere giorno dopo giorno senza provare disgusto od apatia nella routine quotidiana dove è fin troppo facile caderci ma difficile poi uscirne...
martedì, marzo 29, 2005
Il sistema britannico di non agire logicamente ma a pezzi e bocconi per la spinta delle circostanze adattandovisi alla meglio senza badare ai principî, può a volte produrre buoni risultati sebbene esso sia contrario alla logica francese, all'abitudine americana ed alla meticolosità tedesca. In Italia la parola caratteristica in materia esiste (o resiste?) nel verbo "arrangiarsi".
Ingegno tipico della nostra nazione o semplice forma di adattamento?
sabato, marzo 26, 2005
A tutti i lettori ed amici di questo blog tanti auguri di una
FELICE PASQUA !!!
giovedì, marzo 24, 2005
Il presente a volte mi affascina perchè è relativamente facile da seguire sebbene più incomprensibile del passato. Inoltre il presente potrebbe essere pieno di futuro se solo il passato non vi proiettasse ancora le sue vecchie storie.
martedì, marzo 22, 2005
Stamattina un signore ha raccontato la tragedia che ha colpito la sua famiglia: pochi anni fa una brutta malattia si è portato via nel giro di alcuni mesi il suo nipotino in età scolare. Per lungo tempo ha detto che in casa sua non esisteva più una ragione per continuare a vivere. Il figlio e la nuora per il gran dolore sono stati a lungo anche in analisi; lui a fatica è riuscito a trovare ancora un motivo per continuare a farlo dedicandosi nel suo piccolo agli altri sotto forma di piccoli gesti di volontariato e cercando di strappare un sorriso alla gente che incontra per allontanare i suoi fantasmi. Dico solo questo: lo ammiro per la sua grande forza d'animo e rappresenta sicuramente un esempio per le tante persone arrendevoli e deboli come me.
lunedì, marzo 21, 2005
"L'estate più calda del secolo. Quattro case sperdute nel grano. I grandi sono tappati in casa. Sei bambini sulle loro biciclette si avventurano nella campagna rovente ed abbandonata. In mezzo a quel mare di spighe c'è un segreto pauroso, un segreto che cambierà per sempre la vita di uno di loro."

Questa è la stringata ma incisiva prefazione di "Io non ho paura" l'avvincente romanzo di Niccolò Ammaniti che ho letto l'anno scorso e di cui stasera verrà trasmessa in 1^ visione tv (Canale 5 - ore 21:00) l'omonima versione cinematografica diretta nel 2002 dal regista Gabriele Salvatores.
Spero che il film, che non ho avuto ancora modo di vedere, possa essere emozionante quanto il libro che avevo apprezzato molto soprattutto per la magistrale forza descrittiva dell'ambientazione e del campionario di sentimenti dei protagonisti.
Il sequestro di persona, adulto o minore che sia, rimane uno degli atti più ignobili ed abietti che si possa commettere e sono felice che negli ultimi anni questo fenomeno in Italia si sia notevolmente ridimensionato.
venerdì, marzo 18, 2005
"Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni..." (Aristotele) ...eppure per molte persone l'amicizia (quando c'è) viene proprio in fondo alla lista delle loro priorità. Peccato; sapranno ciò che possiedono ma non sanno quello che si perdono. Buon weekend a tutti!
mercoledì, marzo 16, 2005
"Basta non essere mai ingiusto per essere sempre innocente?" (Jean-Jacques Rousseau da: "Le meditazioni del viandante solitario") Bella domanda...
lunedì, marzo 14, 2005
Sabato ho finalmente acquistato la nuova auto. Ho passato l'ultimo mese a valutare modelli, prestazioni e prezzi. Non sono mai stato particolarmente esigente anche perchè ho sempre considerato l'auto più una necessità che uno stato sociale. Inoltre la mia percorrenza annua non supera mai mediamente gli 11-12 mila Km. Ci tengo però che l'auto sia sempre in buone condizioni tecniche e soprattutto pulita; operazione quest'ultima che riesco a svolgere personalmente grazie al fatto di possedere un cortile privato senza ricorrere agli autolavaggi. Non ho mai acquistato un'auto a caso; le tre che ho avuto finora hanno sempre rispecchiato un pò i miei gusti e la mia personalità del momento. Anche stavolta è andata così pur dovendo "tradire" il marchio che avevo scelto le ultime due volte. Sono tornato alle origini pur restando sempre nell'ambito dello stesso gruppo automobilistico consociato francese. E così dopo una P* e due C* tornerò a guidare nuovamente una P* con il simbolo del leoncino rampante. E' stata in pratica solo una scelta di immagine visto che il modello della marca-sorella monta lo stesso motore. In verità c'è anche un altro modello che mi piace della stessa fascia ma quasi tutti mi hanno consigliato quella che alla fine ho scelto; eppoi quell'altra, seppur costruita in Europa, è sempre un marchio americano e in questo momento proprio non mi va... Spero di riuscire a vendere privatamente l'auto attuale ancora in ottimo stato entro la consegna della nuova (prevista fra alcune settimane) altrimenti dovrò accontentarmi di cederla alla concessionaria rinunciando ad un lauto sconto sul nuovo. La nuova sarà di colore nero metallizzato (prevedo già la fatica per tenerla pulita!), bene accessoriata ed un pò grintosa come piace a me con cerchi in lega, fendinebbia, abs, hi-fi a 4 vie, spoiler, aria condizionata ecc.. L'ultimo tocco di personalizzazione sarà l'adesivo alla base del lunotto posteriore del "Renato Zero fans club" e l'immancabile cappellino nero con la scritta "R.Z." sul pianale posteriore. A quel punto la sentirò veramente mia.
venerdì, marzo 11, 2005
Devo confessare che sono diventato un fan della Dottoressa Fullin l'esperta glottologa spilungona della lingua morta "Tuscolana" che ogni Venerdì si esibisce a Zelig Circus.
Cabarettista atipico dalla comicità spiazzante e surreale ma mai volgare, dopo qualche apparizione su Mtv lo scorso anno è ormai diventato un personaggio cult ed i suoi nu.. nu.., tu.. tu.., su.. su.., si avviano a diventare un tormentone popolare.
Ah!, Dimenticavo... Studiate bene la lezione altrimenti vi strillerà uno dei suoi famosi Noooooo!!!!!!! degni di qualche isterica prof. che abbiamo avuto un pò tutti nei nostri percorsi scolastici.
Buon fine settimana a tutti !!!
mercoledì, marzo 09, 2005
Ogni preghiera purifica: è una predica fatta a sè stessi, un pensiero riconoscente innalzato al cielo ed una ricarica per l'anima. "Quanta poesia, buttata via. Ave Maria. La crudeltà, l'ingenuità. Ave Maria. Noi, sempre ad un passo dal cielo, poi... davanti agli occhi quel velo. Schegge di eroi, venuti dal mai. Ave Maria. Fiori appena spuntati e già recisi. Ave Maria. Rei, di questa cieca ignoranza. Rei, del vuoto di una presenza. Vuoi illuminarci Maria. Puoi un'altra volta, puoi... Maria. Figli taciuti, venduti o dimenticati. Orrore, eppure anche tu hai finto di non vedere, alimentando così il silenzio che è qui. Ave Maria. Ave Maria! Dove si muore prima di poter capire. Ave Maria. Dove la ragione non ha più niente da imparare. Ave Maria. Sì, siamo meschini e anche vili, ma non siamo stati mai così soli... soli! Ave Maria. Ave Maria. Ave Maria. Stai con la povera gente. Stai! Dai calore a chi non ha niente. Niente. Sai, quella coscienza ci sfugge e la paura è già... legge. Ave Maria! ...Più luce alla speranza, è così buia questa via! Ave Maria... Un abbraccio ancora. Tu puoi farlo, Maria? Un'altra volta Maria..." (Renato Zero - "Ave Maria" ©1993)
lunedì, marzo 07, 2005
Iniziamo la settimana con alcune barzellette etniche (ma non razziste): * Un ragazzino di colore mentre passeggia in città passa sotto la scala di un imbianchino al quale proprio in quel momento cade un bel secchio di vernice murale bianca che si rovescia addosso al malcapitato. Questo, ritrovandosi d'un colpo tutto bianco, corre di corsa a casa e fa alla sorellina: "Guarda! Guarda! Sono diventato bianco!" ma la sorella gli dice di non rompere le scatole; allora va dal fratello ed anche a lui: "Guardami! Sono diventato bianco!". Il fratello lo ignora, allora corre dalla mamma, poi dal papà, dallo zio e da tutti i suoi parenti ma in definitiva lo snobbano e lo mandano tutti a quel paese al che il ragazzino si ferma a pensare e fa: "Ué, neanche dieci minuti che sono diventato bianco e già i neri mi stanno sul ca***!!!" * Un ragazzo di colore si perde nel deserto. Arrivato allo stremo delle forze si accascia a terra ma vede una lampada magica, la strofina ed esce un genio: "Sono il genio della lampada; tu ora sei il mio nuovo padrone. Esprimi tre desideri ed io li esaudirò!" Il ragazzo chiede: "Voglio tanta acqua... poi voglio diventare bianco e mi piacerebbe vedere tante fi***." Il genio lo accontenta e come per incanto lo trasforma in un bidet!
sabato, marzo 05, 2005
E' sempre con i poveri che i ricchi si fanno la guerra; la miseria non fa guerre, ma semmai rivoluzioni... Buon fine settimana a tutti !
giovedì, marzo 03, 2005
Questa mattina ennesimo risveglio con la neve... soliti disagi nella circolazione per coprire il breve tratto casa-lavoro e programmi di lavoro un pò rivoluzionati causa gli immancabili ritardi nelle consegne dei fornitori che ti relazionano ogni volta sui "salti mortali" che hanno dovuto compiere per raggiungere il punto vendita. Ad una mia collega che si lamentava in continuazione ho fatto notare che data la stagione questa potrebbe essere l'ultima neve di primavera; non l'avessi mai fatto! (e assicuro che l'espressione è stata involontaria). Lei mi ha ricordato che quello è il titolo di un film drammatico del 1973 e che quando lei lo vide da ragazzina per la 1^ volta al cinema pianse per 3 giorni. Lo stesso effetto devastante glielo provoca ancora oggi ogni qualvolta lo rivede su qualche rete tv minore (le uniche che hanno il coraggio di riprogrammarlo!). Mi sono ricordato che anni fa vidi anch'io questa pellicola che è diventata un cult-movie degli strappalacrime all'italiana. Protagonisti tra gli altri una giovane Agostina Belli ed un giovanissimo Renato Cestié nel ruolo del protagonista. Forse i non più giovanissimi se lo ricorderanno pure: è la storia di un ragazzino orfano di madre e trascurato dal padre tutto preso dal lavoro e dalla sua nuova e giovane compagna che alla fine si ammala di una grave malattia e, durante una vacanza sulla neve, morirà tra le braccia del genitore. Trama e filone straziante tipico anni'70 di un'Italia con il cuore in mano che (purtroppo) non esiste più... come d'altronde non esistono più le nevicate di una volta.
martedì, marzo 01, 2005
Ancora un episodio giovanile vissuto tra divertimento, trasgressione ed incoscienza... Una sera di tarda primavera io ed il mio amico, all'epoca entrambi 13enni, decidemmo di fare un giro a piedi in paese visto che la bici ci aveva stufato e non avevamo ancora l'età per il sospirato motorino... Per fare qualcosa di diverso si decise di arrivare in centro prendendo una stradina di campagna che porta dietro al cimitero del paese dove, imboccando un sentiero che percorre il perimetro esterno delle mura cimiteriali, avremmo potuto raggiungere il viale di entrata dello stesso e quindi il paese. Avevamo con noi come al solito una ricetrasmittente portatile e nel contempo chiacchieravamo con un altro ragazzino nostro amico di un paese limitrofo che si offrì di "farci compagnia" durante il viaggio. Forse io ed il mio amico avevamo un pò paura ma nessuno dei due voleva prendersi del "fifone" e poi, all'evenienza, c'era comunque il nostro amico in radio al quale avremmo potuto chiedere aiuto...(all'epoca i cellulari non esistevano). Mano mano che ci avvicinavamo la sagoma scura del cimitero ci provocava un certo tremolìo alle gambe; attorno a noi solo la campagna buia e silenziosa che il flebile quarto di luna non riusciva a rischiarare sufficientemente. Con il cuore in gola percorremmo velocemente il sentiero perimetrale ed arrivammo davanti al cancello dell'entrata principale. Le centinaia di lucine delle tombe che brillavano all'interno pur senza illuminarlo, riabituarono per un attimo i nostri occhi alla luce. A questo punto il mio amico disse che sarebbe stato "forte" poter entrare anche solo per pochi minuti vincendo ogni paura (il portone era solo accostato). Io mi rifiutai sia per rispetto del luogo ma soprattutto perchè data l'ora (erano circa le 23) avevo una fifa terribile. Gli dissi che al massimo lo avrei aspettato fuori... ma il canto delle civette e lo svolazzare di alcuni pipistrelli lo fecero presto desistere dall'intento e così ci ritrovammo a percorrere il lungo viale di cipressi che ci avrebbe portato in paese. A volte il viale era frequentato da qualche coppietta in cerca di "tranquillità" ma quella sera fortunatamente non c'era nessuno. Arrivati però a metà scorgemmo le figure di due signori del paese che, passando a piedi in fondo sulla strada principale, videro delle ombre scure indefinite (le nostre) che muovendosi coprivano le luci provenienti dall'interno del cimitero. Udimmo chiaramente uno dei due che in dialetto diceva all'altro di avere visto qualcosa muoversi. L'altro alzando la voce chiese chi fosse là. A questo punto andare avanti e farci riconoscere poteva essere negativo: nella mentalità ottusa di paese chissà che cosa avrebbero potuto pensare... (profanatori, voyeurs, o... lasciamo perdere!). Decidemmo di darcela a gambe tornando indietro di corsa. Per guadagnare strada stavolta passammo di fianco al cimitero dall'altra parte dove non c'era il sentiero ma solo un campo di mais. Le piantine erano alte solo 20 - 30 cm. ma il terreno era friabile e correndo sprofondavamo fino alle caviglie; questo ci costava uno sforzo incredibile e tra gli affanni sembrava non riuscissimo più a raggiungere la stradina sterrata sul retro. Dall'altra parte intanto il nostro amico ci chiamava disperatamente via radio avendo intuito che qualcosa non andava e stavamo scappando. Lo tranquillizzammo solo più tardi tra gli spasmi del respiro affannoso una volta raggiunta la meta. Più tardi, arrivati a casa, il nostro aspetto non passò inosservato a mia madre: sguardo allucinato, sudati ed impolverati fino al ginocchio! Spiegammo l'accaduto e ci beccammo pure dei deficienti! (tipo "fareste meglio a cercarvi delle ragazze" ecc...). Incassammo la ramanzina ma in fondo eravamo soddisfatti perchè quella sera avevamo fatto qualcosa di diverso e di eccitante.
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