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mercoledì, novembre 30, 2005
"Salvami non emarginarmi no a capirti imparerò... Eccomi privo di ogni volontà non ho un nome, non ho età un Dio, il mio, il tuo, non può volere tutto ciò. Vita che si ricicla come può se ho fortuna sbarcherò. Anch'io ho fame, anch'io ho freddo come hai freddo tu. Se puoi comprendimi, ti rispetterò; io ti ripagherò. Dal mare arriverò con i fratelli miei ne ho persi tanti che se guardi il cielo capirai... Non si è sicuri mai, stipati siamo qui, potrei lasciarmi andare, finirla anch'io così... Davvero una pazzia con questa alta marea sperare di raggiungere la riva, quella mia. Nè fiori, nè bandiere, almeno un sogno che io possa ritrovare in me. Penso a te e di colpo l'armonia, hai una casa tutta tua... Non c'è chi aspetta me, neppure chi mi piangerà; se puoi ricordami, in fondo a quell'indifferenza annego io! Il mare che sfidai riempie gli occhi miei, speranza almeno tu non ti sei dileguata mai. La pace che vorrei non la conoscerò ma almeno a questo mondo non mi consegnerò. Non c'è più libertà, nè solidarietà; le differenze offendono chi non le capirà. Un posto accanto a te è un lusso caso mai... Io non riesco ad odiarti, avrei potuto amarti, ma un'onda viene su; io non avrò più un nome... mai più!"
( "Dal mare" - Renato Zero ©2005)

domenica, novembre 27, 2005
"Sono stanco
sogno una sorgente,
un miraggio...
Ma bisogna alzarsi
e continuare ad avanzare...
Continuare a credere
che l'oasi non è troppo lontana..."

giovedì, novembre 24, 2005
In questi giorni mi sto dedicando all'ascolto dell'ultimo CD di Renato Zero intitolato "Il dono" uscito sul mercato discografico da pochi giorni. Dopo due anni dall'ultimo lavoro (escludendo il doppio CD interamente "live" dell'anno scorso) il grande Renato torna con questo ultimo disco: 12 brani assolutamente inediti nei quali con la solita maestrìa e sensibilità ci regala emozioni in forma musicale da "spettatore della vita" come lui stesso si definisce. Accanto quindi al brano di punta, già trasmesso ampiamente dalle radio ("Mentre aspetto che ritorni"), ci sono altrettante canzoni che stimolano l'ascolto e la riflessione. Si parla d'amore ("Ti stupirai"), di filosofia ("Mi chiamo aria"), di nostalgia ("Una vita fa"), ma anche di denuncia ("Stai bene lì") contro i vizi e le contraddizioni dell'America, di fede e di valori ("La vita è un dono") contro l'aborto e di solidarietà ed accoglienza ("Dal mare") sull'emigrazione disperata dei clandestini. Tra tutte le persone e fans ai quali l'artista dedica il disco spiccano i nomi di alcuni suoi maestri ispiratori "speciali" recentemente scomparsi come Sergio Endrigo e Karol Wojtila non dimenticando la neonata ed adorata nipotina figlia del ragazzo che ha adottato l'anno scorso e che l'ha da poco reso "nonno". Anche se dichiaratamente di parte il mio giudizio su questo ultimo CD non può che essere ampiamente positivo e quindi consigliarne l'ascolto.
lunedì, novembre 21, 2005
Anche quest'anno improvvisamente è arrivato il freddo meteorologico...
Cerchiamo almeno di tenere acceso un pò di calore nei nostri cuori e nei nostri animi.

"L'anima mia
è un orto senza chiave.
I miei pensieri
sono come gigli in un ricovero."
(Corrado Govoni)
venerdì, novembre 18, 2005
Visitando un sito web locale ho trovato casualmente una foto dell'argine del torrente che scorre 300 mt. dietro casa mia prima di confluire nel Po circa un Km. più a valle.
A questo corso d'acqua, che nei mesi estivi spesso è ridotto ad un rigagnolo attraversabile a piedi, ho legato tanti bei ricordi legati alla mia infanzia. Da bambino con alcuni amici, come degli emuli di Tom Sawyer, spesso costruivamo delle capanne tra la folta vegetazione e all'interno di quegli argini ci sentivamo protetti ed isolati come in una trincea.
Passavamo così pomeriggi interi a divertirci, a fare capriole rotolandoci giù per i crinali o, quando la stanchezza prendeva il sopravvento, a sognare il nostro futuro osservando il terso ed azzurro cielo estivo che illuminava il panorama di una verde e tranquilla campagna sottostante.

giovedì, novembre 10, 2005
- La stanchezza - Alcune persone ci lasciano un senso di stanchezza, altre di forza. Dopo essere stati un pò di tempo con le prime ci si sente affaticati e di malumore. Con altre invece, anche magari lavorando intensamente, non avverto il senso di stanchezza e alla fine dell'incontro mi sento euforico e più forte. Penso che alcune persone hanno la facoltà di succhiarci energia mentre altre ce la donano. Con le persone piene di vitalità e dall'animo gentile riesco ad essere spontaneo e a sentirmi veramente libero. E' solo questione di riuscire ad intuire immediatamente l'animo dell'altro. Spesso cadiamo nell'inganno o perchè si è costretti a intrattenere rapporti con persone di questo tipo o più ingenuamente quando preferiamo convincerci che quell'individuo è un nostro amico. Non è mai quindi un luogo o le mura ma l'atmosfera umana sfibrante che ci affatica.
mercoledì, novembre 02, 2005
Come non utilizzare il PC e farsi schiavizzare da esso:

( La gif è un pò crudele ma rende bene l'idea...)
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