Benvenuti nel blog di ZEROPAOLO *Appunti di vita di uno zerofolle qualunque*
*IL SILENZIO DEI SOGNI* di Paolo

 


"Questo crescere, pensare, dubitare, ricredermi, sorridere e guardare avanti... Sono qui ora come allora perchè amore dopo amore non ho mai smesso di crederci..."
(Renato Zero)
*CHI SONO*
NOME: Paolo
SEGNO ZODIACALE: Toro, ascendente Bilancia
RESIDENZA: Un paese sulle rive del Po in provincia di Pavia
STUDI: Ist. Tecnico Commerciale (ragioneria)
LAVORO: Resp. di reparto in un supermercato
INTERESSI: Musica, lettura, cinema, Tv-sat, radioamatore-CB, computer, lingue e culture straniere.
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sabato, gennaio 27, 2007
 

Molte persone sono come le farfalle.

Le farfalle sono belle da vedere ma preferisco non averne come amiche.

                                

*postato da zeropaolo | 15:02 | commenti (1)


mercoledì, gennaio 24, 2007
 

Solamente i monumenti sembrano restare insensibili al tempo che passa.
Con la sua imperturbabilità questa statua sembra essere il guardiano muto della piazza e di tutto quello che si muove attorno.

            
* Monumento dedicato ad Agostino Depretis (1813-1887) statista politico, leader dell'opposizione a Cavour ed originario di questa zona.

*postato da zeropaolo | 11:00 | commenti (2)


lunedì, gennaio 22, 2007
 

In ricordo di un piccolo grande uomo a volte scomodo, controcorrente ma tenace fino in ultimo che ha cercato di migliorare il mondo lasciandoci la sua vita come meraviglioso esempio:

"...Dall'esterno si ha la sensazione che il servizio agli altri è una virtù eroica che implica abnegazione di sè, mortificazione, rinuncia ad ogni sorta di piacere della vita. Ma si dimentica che il servizio agli altri procura talvolta un'esultanza ed una gioia interiore così intense almeno quanto la sensazione che si prova dopo essere stati eletti a qualche prestigiosa carica. La virtù della condivisione e del servizio volontario offre dei sorrisi meravigliosi che possono essere conosciuti  soltanto da chi la pratica. Senza questi sorrisi la fraternità non sarebbe che una nobile idea arida e così poco seducente quanto una corvée alla quale non si è capace di sottrarsi... Queste gioie hanno punteggiato la mia vita come raggi di sole che non dimenticherò mai..."

"...Non dimenticherò mai ad esempio i primi passaggi clandestini durante la guerra. Dopo una lunga marcia ed una notte trascorsa in un rifugio, raggiungevamo il ghiacciaio svizzero. Arrivati alla frontiera, spossati ma con il cuore pieno di gioia, potevo dire a quegli uomini, donne e bambini: Siete salvi. Guardate laggiù quel capanno, lì un amico vi attende..."

"...Uno dei momenti di gioia fraterna più forti è il momento del perdono dopo l'offesa che ha infranto la fraternità. Forse niente è più grande sulla terra del perdono tra due fratelli. Ho provato personalmente questa felicità quando avevo 15 anni. Una domenica al momento di prendere il treno insieme ai miei fratelli e sorelle, sopraggiunse in ritardo un altro dei miei fratelli che mi disse: 'Nostro fratello piccolo non viene, non sta bene. Dovresti occuparti di lui'. Ridiscesi dal treno e ritornai a casa furibondo  contro quel mio fratello ammalato. Mi rivolsi a lui con delle parole brutte ed ingiuste e lo lasciai sbattendo la porta della sua camera andando a chiudermi nella mia per fare i compiti. Ma era impossibile concentrarmi. Ero roso dai rimorsi per essere stato così cattivo. Ci fu un vero combattimento dentro di me finchè andai a bussare alla porta della sua camera per chiedergli perdono. Ero veramente un altro ragazzo quando alla fine ci siamo abbracciati. Qualcosa era cambiato in me. Assaporavo com'era bello amare ed essere stato capace di far cicatrizzare la ferita che avevo potuto causare.
Il perdono donato e ricevuto fa crescere l'amore e dona al nostro cuore una gioia incomparabile. Ed è certo che, più di ogni discorso, l'apprendistato e la moltiplicazione di tutti quei piccoli gesti individuali fanno sì che alla fine una società divenga veramente umana e fraterna."
Abbé Pierre (1912-2007) 

*postato da zeropaolo | 14:43 | commenti (1)


venerdì, gennaio 19, 2007
 

In questi ultimi oltre 20 anni di attività radio ho avuto modo di contattare  migliaia di amici ed amiche che condividono questo hobby sparsi in ogni angolo della terra. Con molti di loro si è trattato solo magari di un veloce contatto con scambio di una cartolina di conferma mentre con alcuni nel tempo e con il ripetersi delle occasioni per riascoltarsi è nato un rapporto di amicizia a distanza che spesso si è protratto per anni.
Tra questi per esempio oggi voglio ricordare l'amico Robbie che nel periodo 1985-87 contattavo regolarmente quasi ogni mattina specialmente in estate durante le vacanze scolastiche. La particolarità di questo amico era quella di essere il guardiano del faro dell'isola di Guernsey, un gruppetto di isole nel Canale della Manica (Jersey, Guernsey, Alderney, Herm, Sark) che pur essendo di lingua e tradizione britannica non fanno materialmente parte del Regno Unito e sono geograficamente più vicine alla costa normanna francese. In poche parole un paradiso fiscale con ampia autonomia.
In quegli anni avevo praticamente contattato tutta la cinquantina di stazioni attive operanti da queste isole e spesso mi ritrovavo a conversare con più stazioni allo stesso tempo.
Questo amico era attaccato alla radio per buona parte della giornata durante le sue ore di lavoro e avevo così modo di conversare con lui spesso. Si parlava un pò di tutto a cominciare magari dal tempo o dal traffico navale che vedeva scorrere davanti a lui. Spesso mi faceva sentire in contemporanea le sue conversazioni in VHF con le navi di passaggio. Io ero ancora un ragazzino e tutto questo stimolava molto la mia fantasia. Ricordo giorni di mare mosso nei quali doveva fermarsi a dormire nel faro per l'impossibiltà di usare la barca per tornare sull'isola madre.
Robbie non è stato l'unico guardiano di un faro che ho conosciuto via radio. Ho avuto modo di contattarne anche altri da isole bretoni francesi, o da isole scozzesi o da fiordi e/o isole norvegesi, danesi e così via. Ma magari ve ne parlerò in un'altra occasione. Le isole mi hanno sempre affascinato. Tanto più se sono piccole.
Purtroppo negli ultimi 15 anni i fari marittimi tradizionali via via sono stati quasi tutti sostituiti da radiofari elettronici che non richiedono la presenza di personale e quindi la figura del guardiano è destinata a scomparire.


Ecco giusto per curiosità i dati tecnici del faro di Guernsey (evidenziato dalla freccia rossa):
Nome: Les Hanois Lighthouse
Anno di costruzione: 1862
Altezza della torre: 36 metri
Raggio coperto: 23 miglia marine
Caratteristica: Lampada lampeggiante con fascio in coppia ogni 5 secondi. Segnale aggiuntivo di nebbia lampeggiante ogni 60 secondi.

*postato da zeropaolo | 15:55 | commenti (4)


mercoledì, gennaio 17, 2007
 
Il mondo intorno sembra ripeterci in continuazione che l'uomo è condannato a sbagliare e a ripetere i propri errori.
Il passare dell'età non porta spesso saggezza ma almeno esperienza quella sì. La stessa che ci aiuta a consigliare e ad osare dei giudizi e che dovrebbe aiutarci a capire qualcosa in più del nostro misterioso cammino su questa terra.
Siamo fatti per sperare fino all'ultimo istante nel  sorriso di un'altra persona e, se in certe giornate ci sentiamo travolti dal vento di burrasca dell'esistenza, sorpassati dai più giovani o sopraffatti dai più intelligenti o furbi, non abbattiamoci ma cerchiamo di cambiare e riproviamo a sognare. La nostra esperienza, un sorriso ed un pizzico di fede possono tornare ad illuminare il buio che sta sopra
di noi.
*postato da zeropaolo | 11:24 | commenti (1)


domenica, gennaio 14, 2007
 

Da Petrarca, Leopardi, Neruda o Prévert fino a quelle poesie apparentemente banali che spesso si leggono nei blog firmate da anonimi sognatori o sognatrici, ci accorgiamo che quei versi spontanei, quelle sofferenze o quegli empiti così puri rappresentano la vera essenza molto spesso nascosta dei sentimenti umani. Sforziamoci di non sorridere mai quando un uomo confessa la passione; solo così impariamo a rispettare l'amore.

"Amando amando
mi domando dove andrò,
amando amando
mi difendo però.
Troppe rinunce amando,
certezze quasi mai.
E son cresciuto amando amando
a modo mio, anch'io.
Decisamente più prudente
molto meno incosciente...
Questo amare che non ha alternative,
più lo scacci dai pensieri più vive.
Si nasce già con questa vocazione,
amando amando fino a non poterne più.
Tu cambi letto,
ma che sia salvo certo non è detto,
amando poi tranquilli non si vive mai.
Amando amando ti si spacca il cuore
s'è per vendetta o per vigliaccheria,
sentirsi in trappola senza parole,
senti di non appartenerti più,
quel naufrago sei tu.
Amando amando sto imparando la lealtà,
non oso più prevaricare, sconfinare io no.
Amando amando c'è più mondo intorno a te, dentro di te.
E' un'abitudine che in fondo si va perdendo
nei commerci e nelle fragilità,
nell'ambiguità di un losco disegno.
Amando amando che non sia un dovere
una catena a questa fantasia,
gioco sottile, oblìo dei sensi, voglia di potere,
ingenuità... Amando il male che si fa.
Eppure amando ci si può salvare
riabilitare quella dignità,
è terra persa da riconquistare,
senti più forza nelle braccia tu,
quel naufrago non sei più.
Amando amando, amando..."

( Renato Zero - "Amando amando" -  ©1994 )

*postato da zeropaolo | 12:03 | commenti (1)


venerdì, gennaio 12, 2007
 

Pulendo l'interno dell'auto nel cassetto portaoggetti ho ritrovato questa immaginetta sacra. Mi fu data lo scorso Settembre dal parroco del mio paese durante la tradizionale benedizione delle auto che, insieme a quella dei trattori e delle aziende agricole, viene impartita in occasione della festa patronale.
Non si tratta del solito santino ma è la stampa di un antico quadro dell'800 intitolato "Angelus". Rappresenta una coppia di contadini che interrompono il lavoro nei campi e si raccolgono in preghiera per qualche minuto al rintocco delle campane.
Un lontano ricordo mi fa sovvenire di aver già visto quando ero piccolo un quadro simile nella vecchia casa dei miei nonni.
Questa immagine, nella sua pur povera ambientazione, mi infonde un grande senso di pace e tranquillità certamente molto distante dai ritmi, dagli umori e dagli stress che la frenetica vita moderna ci ha imposto.

                

*postato da zeropaolo | 15:00 | commenti (4)


martedì, gennaio 09, 2007
 

A volte l'unica risposta a stress, voci, rumori che accavallano ogni istante della nostra vita è la musica, il più libero dei voli.
Senza la costrizione di pensieri o ragionamenti il cervello si abbandona su un pentagramma quasi spirituale. La musica in fondo è una logica e, chiudendo gli occhi per un istante su queste note che non riusciamo magari a cantare o ad interpretare, riusciamo a capire l'essenza di alcune nostre sensazioni.
Un suono sospeso tra amarezza ed illusione, tra i ricordi o quella concretezza che aspiriamo a raggiungere.
Forse ognuno di noi ha uno strumento dentro di sè. In me capita che ha il volto di un amico lontano, di mio padre scomparso, di un figlio che non avrò mai. Puntualmente torna a suonare, ma lo fa piano quasi per una forma di rispetto. Vorrei tanto per un istante riuscire a guardare in faccia il musicista dentro di me che dirige la musica.

                         

*postato da zeropaolo | 15:24 | commenti (3)


giovedì, gennaio 04, 2007
 

Ecco è buio. Non ho visto stelle stanotte. E' troppo tempo che non vedo stelle nelle nostre notti.
E la luna? Forse appartiene veramente soltanto agli uomini del mare o del deserto. E' così faticosa da scrutare per noi metropolitani. Il buio è il grande nemico delle luci false, artificiali.
L'unica grande soddisfazione nel buio è quella di poter parlare con ancora più sincerità della vita, d'amore, d'amicizia e a ritrovare il filo di lontani ricordi. Una notte senza stelle è meno ingannatrice, ti costringe a vagare sul pianeta. Si resta uomini e non sognatori di voli impossibili.
Noi siamo qui, nell'inchiostro delle nostre sensazioni. E stiamo aspettando l'alba: aspettando di rinascere alla luce, per rivedere il sorriso di qualcuno che ci ama veramente.

                                        

*postato da zeropaolo | 14:49 | commenti (3)


martedì, gennaio 02, 2007
 

...E dopo auguri, auspici e buoni propositi di inizio anno,
ci ritroviamo sulla stessa strada
cercando di condividere questo viaggio
e questo angolo di cielo
sperando ci siano ancora
tante cose da dire e da scoprire
prima di arrivare in fondo.

*postato da zeropaolo | 14:58 | commenti (2)