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mercoledì, marzo 28, 2007
I sogni sono l'alimento di tutta l'esistenza. Sono ciò per cui la vita merita di essere spesa e di ricavarne un senso.
Quando non ci sono più sogni, quando l'incredibile, l'impossibile, l'irrazionale decadono ecco che allora la nostra esistenza svanisce.
lunedì, marzo 26, 2007
L E T T E R A A P E R T A
Caro amico ti scrivo...
ti scrivo queste righe perchè oggi è una giornata importante per te: è il tuo primo giorno di lavoro.
Quel lavoro tanto atteso e desiderato che finalmente si è concretizzato anche per te.
La tua entrata in fabbrica di oggi cambierà, sicuramente in meglio, la tua vita.
Quella vita che, costringendoti ancora giovanissimo ad emigrare seguendo tuo fratello più grande lontano dalle radici e dagli affetti, finora non ti aveva certo dato molto offrendoti solo come unica possibilità quella piccola attività di commercio che svolgevi sfidando spesso le avverse condizioni climatiche, sovente tra l'indifferenza della gente, a volte incassando anche la maleducazione o i preconcetti e sopportando talvolta di essere allontanato da chi sarebbe preposto a ben altro tipo di prevenzione e lotta ai reati.
Il tuo carattere mite, rispettoso e tollerante ti ha sempre aiutato ad accontentarti di poco ed a tenerti lontano dalle molteplici e pericolose tentazioni che la vita oggi può generare.
Certo tu non potevi chiedere, come fanno i tuoi coetanei, soldi ai tuoi genitori, non hai mai portato vestiti griffati, non hai mai frequentato discoteche, non hai mai passato le tue giornate con una lattina di birra e una sigaretta in una mano ed il cellulare digitando sms nell'altra proferendo volgarità o bestemmie.
Niente di tutto questo. Tu sei diverso. Non appartieni a questo stereotipo così largamente diffuso ed io questo l'ho capito subito fino da quando ti ho conosciuto.
L'amicizia sincera che in questi due anni mi hai offerto mi ha aiutato a farmi riscoprire questo sentimento puro ed istintivo che pensavo oramai definitivamente confinato alla mia gioventù.
Devo essere io a ringraziarti per avermi accettato e per esserti fidato di me e della Dani.
Grazie per avermi fatto compagnia durante tanti pomeriggi dopo il mio lavoro aiutandomi a sconfiggere quel senso di solitudine che combattevo da troppo tempo.
Negli ultimi mesi "abbiamo" persino studiato insieme per la preparazione alla tua patente di guida che sei riuscito a conseguire anche stavolta senza deludermi.
Grazie di esserci stato e di avermi insegnato l'umiltà e tanti altri valori che la nostra civiltà occidentale ha ormai dimenticato da tempo.
Queste ore trascorse insieme certamente mi mancheranno, ma so che è giusto così.
Hai solo abbandonato un ciclo della tua vita per intraprenderne uno nuovo che spero sia più appagante. Te lo meriti davvero !
Da parte mia saprò fare tesoro dei momenti che vorrai e potrai ancora riservarmi per il futuro e che spero continueranno a tenere viva questa nostra bella amicizia.
Paolo
mercoledì, marzo 21, 2007
Un benvenuto alla primavera... (malgrado il calo delle temperature di questi ultimi giorni)
Primavera ti ho vista arrivare
con la veste tessuta di rosa.
Che colori, che lieto cantare,
quanto sole nell'aria odorosa.
Tutto un volo di rondini nere,
ecco, è il cielo di limpido azzurro!
E che dolci e lievi le sere
ora che l'ombra è tutto un sussurro.
Primavera che arrivi gioconda,
primavera che apri ogni fiore...
al mio cuore tu dona feconda
quale grazia divina: l'amore!

* QUESTO BLOG OSSERVA QUALCHE GIORNO DI SILENZIO IN RICORDO DI GIOVANNI UN AMICO DI BLOG PREMATURAMENTE SCOMPARSO.
giovedì, marzo 15, 2007
Di italiani in ogni parte del mondo in questi anni di attività radio ho avuto modo di collegarne parecchi. Italiani ormai emigrati stabilmente all'estero oppure solo momentaneamente fuori patria per lavoro o vacanze.
Ne ho trovati al seguito di imprese italiane impegnate in grandi opere, al seguito di missioni militari od umanitarie in o.n.g., come missionari religiosi o laici in paesi poveri e così via. Senza dimenticare quelli incontrati via mare imbarcati su pescherecci o navi più grandi.
Fra questi ultimi oggi voglio raccontarvi un contatto che realizzai una ventina di anni fa e che ricordo particolarmente grazie ad un aneddoto.
Un pomeriggio d'autunno mentre cercavo di studiare qualcosa (ero ancora un giovane studente delle superiori sigh!) captai dalla radio, che avevo lasciato acceso come usavo fare spesso, la chiamata da una stazione marittima italiana.
Gli risposi ed intrattenemmo così una conversazione durante la quale Domenico (questo era il nome dell'operatore) passandomi le sue coordinate (lat. e long.) mi diceva di essere in navigazione su una nave mercantile nell'Atlantico del sud proveniente dal sud America.
Aggiunse che per un problema al ponte radio della nave gli era impossibile telefonare a casa se non di lì a 3 giorni quando avrebbero attraccato nel primo porto africano. Inutile dire che allora i telefoni satellitari per uso civile non esistevano.
Mi chiese se potevo gentilmente fare una telefonata a sua madre residente sulla costa adriatica in provincia di Teramo per tranquillizzarla circa il suo silenzio forzato.
Feci volentieri quella telefonata al numero che lui mi dettò e mi ricordo il sollievo con il quale la signora apprese la notizia che le stavo dando ringraziandomi più volte.
Dopo la telefonata richiamai Domenico e gli portai i saluti e le rassicurazioni della madre. Lui mi promise una conferma del contatto non appena fosse sbarcato sulla terraferma.
E difatti, non più di una dozzina di giorni dopo, ricevetti questa cartolina dalla capitale della Liberia in Africa occidentale, memoria cartacea di quel remoto incontro attraverso le onde (nel vero senso della parola... )
lunedì, marzo 12, 2007
Spesso tante parole inutili e niente fatti concreti. In troppe persone la coerenza è solo di facciata.
"Siedo sulla schiena di un uomo, soffocandolo, costringendolo a portarmi, e intanto assicuro a me a agli altri che sono pieno di compassione per lui e desidero migliorare la sua sorte con ogni mezzo possibile, tranne che scendendo dalla sua schiena..."
( Lev Tolstoj )
venerdì, marzo 09, 2007
Tutti siamo costruiti ed intessuti delle nostre abitudini. Movimenti, gesti, modi di fare e pensare che facciamo automaticamente e che non ci costano fatica.
E nella misura in cui siamo più o meno abitudinari possiamo pure diventare di malumore quando veniamo scossi dalla nostra tranquilla regolarità. In fondo le abitudini cominciano proprio così: assecondando il nostro corpo e la nostra pigrizia.
Piano piano si finisce per adagiarsi soddisfatti mentre, per contro, la volontà e l'intelligenza si ritirano. E' proprio la volontà infatti che costringe l'intelligenza a crescere e ad affrontare le continue situazioni e sfide che la vita ci presenta.
Si finisce così per invecchiare intellettualmente, ancor prima che fisicamente, se non sappiamo gettare via una parte di ciò che siamo e guardare il mondo anche da altre prospettive.
martedì, marzo 06, 2007
L'impegno ed un pizzico di fortuna ieri hanno ripagato il mio amico A. Subito dopo pranzo infatti mi ha telefonato per annunciarmi felice di avere superato in mattinata l'esame teorico per l'ottenimento della patente di guida.
Ho appreso questa notizia con grande gioia ben conscio delle sue difficoltà, non tanto circa la sua capacità di apprendimento di cui non ho mai dubitato, ma soprattutto riguardo l'interpretazione corretta dei test nella nostra lingua (essendo lui straniero e non avendo mai frequentato nessuna scuola in Italia). L'esposizione degli stessi a volte è eccessivamente forbita da ingannare chiunque ad una lettura superficiale. D'altronde aveva scelto (pur avendo la possibiltà di poterlo fare anche nella propria lingua madre) di sostenere gli esami in italiano in quanto il suo arabo scolastico e ciò che si ricorda è a livello elementare. Dopo 6 anni nel nostro paese mi ha confessato che oramai gli viene più istintiva la lettura in caratteri latini.
Dall'ottobre scorso, data della sua iscrizione alla scuola guida, mi ero assunto l'impegno un pomeriggio alla settimana di aiutarlo a studiare chiarendo il significato delle parole più difficili e verificando via via il suo grado di preparazione. Naturalmente seguiva più volte la settimana anche le lezioni che si tenevano presso l'autoscuola.
Alla fine di Gennaio purtroppo al suo primo tentativo di esame fu bocciato per un soffio proprio scivolando sulla cattiva interpretazione di una domanda ad un test. Ci rimase male (ed io pure, anche se non mi ero fatto eccessive illusioni di riuscita al primo tentativo).
Lo spronai a non arrendersi o a "lasciare perdere" e a riprovare finchè fosse stato necessario. In fondo ricordo che anche mio padre, già quarantenne, quando si apprestò a dare la patente al primo tentativo fu bocciato (e di professione faceva il vigile!!!).
Ieri finalmente è andata meglio e la prima persona ad esserne informata, subito dopo suo fratello, sono stato io. Incontrandoci più tardi abbiamo festeggiato questa importante tappa che rappresentava sicuramente la parte più ostica. Ancora qualche lezione di guida e sarà pronto a sostenere anche l'esame pratico finale.
In questi mesi aiutando lui, indirettamente mi sono ripassato tutte le norme, leggi, segnaletiche ecc... del codice della strada. Alcune le avevo proprio dimenticate, altre di più recente istituzione, non le conoscevo affatto. E forse questo un pò è servito anche a me.

giovedì, marzo 01, 2007
Scie ed incroci di vita al tramonto in un cielo sempre più affollato...

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