Benvenuti nel blog di ZEROPAOLO *Appunti di vita di uno zerofolle qualunque*
*IL SILENZIO DEI SOGNI* di Paolo

 


"Questo crescere, pensare, dubitare, ricredermi, sorridere e guardare avanti... Sono qui ora come allora perchè amore dopo amore non ho mai smesso di crederci..."
(Renato Zero)
*CHI SONO*
NOME: Paolo
SEGNO ZODIACALE: Toro, ascendente Bilancia
RESIDENZA: Un paese sulle rive del Po in provincia di Pavia
STUDI: Ist. Tecnico Commerciale (ragioneria)
LAVORO: Resp. di reparto in un supermercato
INTERESSI: Musica, lettura, cinema, Tv-sat, radioamatore-CB, computer, lingue e culture straniere.
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venerdì, maggio 30, 2008
 

Viviamo in una società in cui solo il tempo rimunerato sembra avere valore. Spesso si è riconosciuti socialmente solo per il proprio lavoro retribuito.
Bisognerebbe cercare di rivalorizzare anche la nozione di attività non lucrativa come per esempio ciò che facciamo per noi stessi e per gli altri o le nostre passioni.
Solo così le giornate potrebbero acquistare un senso più pieno e meno frustrante.

*postato da zeropaolo | 14:51 | commenti (2)


lunedì, maggio 26, 2008
 

Intanto che siamo ancora vivi, che facciamo ancora in tempo a parlare con il cuore libero, perchè non proviamo a dichiarare la nostra stima ed il nostro amore alle persone che sentiamo vicine?
Ecco, dovremmo fare del buio della morte, del grande dubbio della fine, la nostra forza per essere autentici da vivi e con i vivi.
La questione non è quanto durerà questo tempo ma quanto saremo disposti a sopportarlo.
Fra un istante o magari tra cento anni potrebbe essere troppo tardi per pentirci di non averlo vissuto o amato abbastanza.
Forse con questo stato d'animo sarebbe impossibile tradirsi e folle odiarsi.


*postato da zeropaolo | 14:51 | commenti (4)


venerdì, maggio 23, 2008
 

Bisogna ammettere che è difficile spesso trovare nelle nostre agende persone in cui credere sul serio: che non ci abbiano deluso almeno una volta nella vita.
Cerco ancora: questa volta con animo più sereno, senza ricordare i tradimenti o le mancanze dei nomi elencati. Eppure non so chi scegliere.
A loro preferisco magari uno straniero. Se non altro mi parlerà del suo paese lontano, dei viaggi, di frontiere, di sacrifici, di tante difficoltà affrontate con dignità, ma anche di colori, sapori e valori a noi sconosciuti o dimenticati da tempo.
La mia fantasia tuttavia non arriva ad invidiare esploratori o viaggiatori miliardari.
Si viaggia da fermi: come quegli uomini con i volti segnati dal sole che sognano nelle piazze dei paesi più sperduti dove soltanto una stazione o la fermata di un autobus può alimentare le speranze di partire per chissà dove...

*postato da zeropaolo | 14:38 | commenti (2)


martedì, maggio 20, 2008
 

In cinquecento contro un albero. Tutti morti
(Titolo su un quotidiano locale del nord)
Falegname impazzito tira una sega ad un passante.
(Trafiletto su un quotidiano nazionale)
Si confezionano giacche anche con la pelle dei clienti.
(Cartello in negozio di pelletteria di Latina)
Si avverte il pubblico che i giorni fissati per le morti sono il martedì e il giovedì.
(Avviso ufficio anagrafe Reggio Calabria)
Funerali completi a prezzi ridotti. 24 rate a prezzi bloccati. Affrettatevi!
(Pubblicità su quotidiano del centro Italia)
Si è spento ieri sera l'uomo che si era dato fuoco per protesta.
(Titolo di un Tg nazionale)
Gli insegnanti che hanno un buco lo devono mettere a disposizione del preside.
(Circolare ai professori di una scuola media lombarda)
Regalo cucciolo di mastino docile ed affettuoso, mangia di tutto. Gli piacciono molto i bambini.
(Inserzione su giornale di annunci gratuiti)
Qui chiavi in cinque minuti.
(Insegna in un negozio di ferramenta di Cuneo)
Eliminazione totale bambini a soli 15 Euro.
(Insegna in un negozio di abbigliamento di Trieste)
E' tristemente mancata la signora...XXX. Ne danno il triste annuncio la figlia Addolorata ed il genero Felice.
(Da un necrologio affisso in una città del sud Italia)
Si affitta l'abitazione al terzo piano. Rivolgersi alla signora in portineria che la fa vedere a richiesta.
(Cartello in una strada di Trapani)
Questa macelleria rimane aperta la domenica solo per i polli.
(Insegna in un negozio di Roma)


Foto: Napoli - segnaletica

*postato da zeropaolo | 14:56 | commenti (4)


sabato, maggio 17, 2008
 

Il silenzio è pesante
nella solitudine della sera.
Il tuo pensiero
non riesce a colmare la tristezza
e il tempo che scorre.
Il domani porterà luce e presenze.
Ho bisogno di compagnia e calore
come ogni vivente.
Accolgo questa mia tristezza:
in fondo è piccola cosa di fronte
allo splendore dell'universo.

*postato da zeropaolo | 14:29 | commenti (3)


martedì, maggio 13, 2008
 

Oggi volevo parlarvi di alcuni personaggi tipici che fanno parte della nostra clientela e che più o meno giornalmente io ed i miei colleghi vediamo ed incontriamo per motivi di lavoro. Trattandosi di una piccola cittadina gli avventori per il 90% sono sempre i soliti e quindi un soprannome per alcuni soggetti, quando già non esista, viene imposto.
Di seguito alcuni esempi fra quelli che mi vengono al momento:
PACIALATA (etimologia: PACIA = pacifica, tranquilla, LATA = carnagione bianca, lattea). Vedova sulla settantina che risponde ai requisiti fisici sopraelencati, sovrappeso. Gira per la cittadina con la bici per mano senza salirci sopra. La usa come appoggio. Una volta ("soprapensiero" come ha detto) stava entrando nel supermercato con la bicicletta; è stata fermata quando la ruota anteriore aveva già oltrepassato la soglia. Racconta tutto di sé a chiunque. Ha avuto 3 figli da 3 uomini diversi e si  vanta di avere sposato solo l'ultimo cioè quello che le garantiva una pensione più alta.
RIGHEI (detto anche RIGUS) Pensionato sulla settantina. Il soprannome deriva dalle improbabili magliette a righe che indossa scartate dai due figli ultratrentenni e scapoli che vivono ancora in casa.  Arriva in auto in qualunque stagione verso le 7:00/7:10 di ogni giorno (tranne quello di riscossione della pensione in cui arriva un'ora dopo) per prendere il posteggio più vicino all'entrata e potere essere il primo ad entrare all'apertura (alle 8:00!!!). Nell'attesa legge il giornale in auto o va nell'angolo del piazzale a fare pipì. All'apertura delle porte se ci sono altri clienti fa lo slalom. Qualche mese fa dalla foga è scivolato sul pavimento ancora bagnato per le pulizie ed è finito a gambe all'aria. Forunatamente non si è fatto niente. Alle 8:05 max lo si vede già in fila alle casse che pesta i piedi se le cassiere non hanno ancora finito di contare i soldi del fondo per potere iniziare.
BARCIULE' Altro pensionato. Ama intercalare una bestemmia ogni 5 parole (rigorosamente in dialetto). Si avvicina al personale e strattonandolo per un braccio ama decantare le doti di suo figlio come miglior meccanico della zona promettendo sconti a chi si presenta a nome suo. Dice che vengono persino da Roma (500 Km) per fare aggiustare le macchine da suo figlio. (Probabilmente avrà visto un'auto usata targata Roma o nella migliore delle ipotesi sarà un disgraziato romano che gli si è rotta la macchina proprio nelle vicinanze...)
MI SUN BELA Nome completo: MI SUN BELA, MI SUN BRAVA, MI SUN BUNA DE BALA' (Io sono bella, io sono brava, io sono capace di ballare). Signora cinquantenne che se la tira solo perchè è originaria di Milano. Arrivò con la famiglia casualmente una trentina di anni fa con una 600multipla con damigiana sul portapacchi a prendere il vino in collina e lì conobbe il suo futuro marito.
GINO  Pensionato spilungone sui 65 anni. Porta l'impermeabile del tenente Colombo, abbigliamento recuperato nei cassonetti dei vestiti usati che lui stesso aggiusta con punti irregolari e di altri colori. Figlio unico un pò tardone, ha scialacquato soldi in donne che ne hanno approfittato. Nella vita ha fatto il camionista ed il guidatore di autobus di linea. Un giorno ci ha mostrato entusiasta una foto del suo primo giorno di lavoro all'inizio degli anni sessanta: lui sorridente di fianco ad un grosso camion rovesciato di lato in un fosso. Ha detto che era solo l'emozione del primo giorno... Ora fa il gattaro. Lo si vede tutte le mattine verso le 7 portare da mangiare ai gatti di un'area industriale dismessa. Una volta al mese va a Milano a riscuotere gli affitti di due appartamenti di cui è proprietario. Se lo vedete in giro però potreste scambiarlo per un clochard.
Per gli amanti dei cani poi abbiamo una grande varietà di clienti:
CAGNA, CAGNETTA, CAGNINA. Le prime due sono madre e figlia iperprotettive a vicenda e sempre pronte a digrignare i denti se pensano di subire un affronto, mentre la terza (sessantenne) porta un rossetto rosso fuoco e gli occhiali sulla punta del naso. In realtà guarda sempre da sopra le lenti sia da lontano che per leggere i prezzi da vicino.
CORP & GOMAT (letteralmente "DIARREA & VOMITO") Sono due anziane (ma non troppo) sorelle. Una vedova l'altra senza uomo. Vanno rigorosamente e solo insieme (proprio come nelle migliori sintomatologie gastroenteriche da cui il soprannome). Hanno del tempo da perdere. Sono state viste durante l'apertura pomeridiana straordinaria festiva dell'8 Dicembre acquistare 1 manico di scopa e girare per un ora e mezza...
LA STRANA COPPIA Due signori sulla settantina omosessuali dichiarati che vivono insieme da almeno 40 anni (beh, complimenti se non altro per la longevità del rapporto!). Il problema è che con l'età uno dei due comincia a perdere qualche colpo con la testa e l'altro deve continuamente richiamarlo o fargli posare merce che vorrebbe acquistare compulsivamente.
Per oggi mi fermo qui. Penso che ce ne sia già per tutti i gusti.

*postato da zeropaolo | 16:37 | commenti (5)


venerdì, maggio 09, 2008
 

Grazie anzitutto per i ventimila passaggi registrati sul blog dalla sua apertura.
Anche loro con i vostri preziosi commenti sono stati e continuano ad essere, insieme alle mie emozioni quotidiane, una parte della linfa che alimenta la mia voglia di scrivere.
Questa tipica canzone di Zero che racchiude una verità in ogni sua riga, rappresenta efficacemente tutti i miei pensieri quando sono sereno e mi serve da sprono e di incoraggiamento nei giorni in cui mi sento un pò giù. Spero possa esserlo anche per tutti voi:

Facciamo in modo di amarci,
fosse anche l'ultima pazzia.
Ti sembra giusto privarci,
anche di questa magìa.
Il mondo va, sempre più giù,
l'aridità, già troppe vittime fa,
azzurro, azzurro.
Dobbiamo a tutti i costi amarci,
piacerci e rispettarci un pò.
Chiudere gli occhi sui difetti,
per una volta si può.
Dai che ce la fai, allora dai,
dai un segno. Presto via col sogno.
Dai, finchè puoi dare dai.
Lo spazio c'è, devi fidarti di me.
E non si vive senza un pò d'azzurro,
io non resisterò senza il profumo di te.
Quanto gelo intorno, contaminati ormai,
come vincerò, se non mi vuoi.
Se mi amerai, quello sarà un gran giorno,
una carezza sciolga tutti i dubbi che ho.
Non senti anche tu, un gran bisogno d'aria,
aria, aria, aria. Aria!
Incoraggiamo questa intesa, intitoliamoci una via,
e concediamogli una pausa a questa malinconia.
Rabbia su di noi, son guerre in cui,
nessuno vincerà, nessuno.
Se non stai con me, che vita è.
Togli l'amore, cos'altro c'è?
Prenditi una vacanza stanca vita,
mettiti a letto, ammucchiati con noi se lo vuoi.
E non meravigliarti se il cuore ancora va,
se non è stanco mai di libertà.
Non sempre la mente va dove va il cuore,
a volte è meglio sbagliarsi, che non credere più.
Se li lasciamo fare ci fanno a pezzi e poi
non vedrete più l'alba amori miei, neanche voi!

( Renato Zero - "Un pò d'azzurro"  ©1995 )

*postato da zeropaolo | 16:11 | commenti (3)


martedì, maggio 06, 2008
 

Se ieri è ormai storia
e domani l'incognita del futuro,
oggi è il regalo che ci viene concesso.

(Forse è anche per questo motivo
che viene chiamato il presente...)

*postato da zeropaolo | 18:52 | commenti (4)


sabato, maggio 03, 2008
 
Secondo me le persone faticano sempre più ad instaurare un vero rapporto, sia di amicizia o sentimentale, perchè sostanzialmente non riescono a fidarsi e ad essere altruisti. Una volta la ricerca della comunità era essenziale per trovare la felicità mentre ora più che altro si cerca la competizione con gli altri membri del gruppo che si frequenta.
I sentimenti sono spesso barattati con beni materiali finendo così per perdere la capacità di interloquire. La solitudine e l'insoddisfazione che ne derivano sono solo un prodotto di questa situazione così tanto comune ma di cui si è troppo orgogliosi per poterlo ammettere.
*postato da zeropaolo | 13:43 | commenti (5)