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giovedì, novembre 27, 2008
"... Alla fine di tutto ricorderemo non tanto le parole dei nostri nemici ma piuttosto il silenzio dei nostri amici..."
( Martin Luther King )

lunedì, novembre 24, 2008
Quando si perde per sempre un parente o un amico ancor prima del dolore e del pianto ci si sente svuotare per un istante la terra sotto i piedi. Ci si rende conto che siamo noi ora quelli che devono restare a respirare e a porsi mille domande.
E si va avanti, mentre ai lati del viale che stiamo percorrendo, si abbattono piccoli alberi ancora acerbi o grandi tronchi ormai stanchi. Ci si chiede cosa è rimasto di loro ora. Una stella luminosa in più o un semplice granello di polvere già perso nel vento?
Comunque sia, intanto che siamo ancora vivi e che facciamo ancora in tempo a parlare con il nostro cuore, dobbiamo sforzarci di dichiarare la nostra stima ed il nostro amore alle persone che ci stanno vicino.
Dovremmo fare quindi del grande dubbio della fine, la nostra forza per essere autentici da vivi e con i vivi per riuscire a parlarci con lo stesso amore e con la stessa non competitività con cui ricordiamo una persona che non c'è più.
venerdì, novembre 14, 2008
Il mondo è sempre dei furbi? Certamente chissà quante volte lo abbiamo pensato circondati come ci ritroviamo spesso da persone di animo povero e meschino che confondono il proprio utile con la giustizia. Se qualcuno ostacola i loro desideri lo odiano e sono disposti a commettere nei suoi riguardi qualsiasi ingiustizia e malvagità.
L'animo nobile cerca di raggiungere la meta ma non odia l'avversario. Lo rispetta e gli riconosce una dignità. Alcuni confondono purtroppo l'orgoglio con la dignità. Il primo significa mettersi al di sopra degli altri mentre il secondo significa riconoscere valore e salvaguardare certe qualità. Chi ha dignità non è quindi disposto ad abbassarsi a compiere atti ignobili.
La nobiltà d'animo mi fa venire in mente anche la tenacia, il coraggio morale di chi sa resistere alle avversità, alle sventure, alla solitudine, alle difficoltà economiche, alle tentazioni e chi ne ha più ne metta.
Con le premesse che ho fatto all'inizio viene da chiedersi se queste persone esistano veramente. Per fortuna ce ne sono ancora ma possiamo riconoscerle solo guardando il mondo con animo sereno ed è grazie a loro se la nostra vita ha ancora degli aspetti gradevoli.
| La pioggia cadrà sui giusti e sugli ingiusti, ma principalmente bagnerà di più i giusti perchè gli ingiusti avranno fregato loro l'ombrello. |
domenica, novembre 09, 2008
A ciascuno di noi sarà capitato di osservare che a volte sono proprio le persone che abbiamo trattato meglio, con più generosità e disinteressatamente, quelle che possono rivelarsi critiche o ingrate.
I nostri desideri hanno la tendenza a crescere. Noi impariamo a frenarli solo incontrando e superando ostacoli. Tutto questo ci da il senso del valore e il valore degli oggetti è fondato sul merito con cui noi ce lo siamo acquistato.
Non c'è nulla di più bello al mondo dell'altruismo così come non c'è nulla al mondo di più squallido della persona avida, avara. Ma non bisogna confondere la generosità con la prodigalità. Il prodigo non si preoccupa veramente del bene degli altri o del reale effetto benefico delle sue azioni ma solo dell'ammirazione che suscita nel dare. Sono soliti circondarsi di cortigiani e di persone opportuniste. Persone alle quali elargiscono favori ma che non stimano. E non si accorgono che costoro sentendosi umiliati ed offesi dalla loro ostentazione covano spesso risentimenti che si manifesteranno alla prima occasione.
La vera profonda riconoscenza è fondata invece sulla generosità e sulla giustizia. Chi è generoso secondo giustizia deve preoccuparsi veramente del bene dell'altro e così colui che riceve secondo giustizia resta veramente libero.
E' così difficile e raro che gli altri siano obiettivi con noi e che apprezzino ciò che facciamo. Sembra strano, ma in fondo è solo questo che chiediamo agli altri... Chi riesce a darci questo con generosità allora è lui il nostro vero benefattore e si merita tutta la nostra riconoscenza.
sabato, novembre 01, 2008
SERA DI PIOGGIA
Vedo la città da questo strano vetro:
attimi sospesi sull'infinito,
solchi dentro l'anima.
Quanti sorrisi oggi non ho regalato,
quante emozioni non ho vissuto,
quante volte ho offuscato i miei sogni
dietro i fantasmi della paura.
Perdersi con lo sguardo dentro il nulla
e ritrovarsi come per incanto vivi
dopo quella luce
ed il tuo nome che compare sul visore.
Improvvisamente meno soli
in questo buio che ci separa.

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