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martedì, gennaio 27, 2009
Se è vero che le parole possono ferire molto spesso a ferire di più è il silenzio. Siamo come dei viaggiatori solitari persi nel mare dell'indifferenza umana. Sempre più distanti. Non ci accorgiamo gli uni degli altri, non ci vediamo anche se a volte ci guardiamo quasi con un senso di fastidio. Eppure siamo vicini, ognuno con il proprio fardello. Siamo anime sempre più stanche. Siamo anime sempre più sole.

mercoledì, gennaio 21, 2009
ITALIANI NEL MONDO: IL SUDAMERICA - Durante i miei ultimi 25 anni di attività radio ho avuto modo di contattare e scambiare corrispondenza con un notevole numero di italiani e loro discendenti che vivono proprio in quella parte del vasto continente americano.
Si tratta in genere di una comunità che vive in quei paesi da diversi decenni ma tuttavia conserva ancora un forte attaccamento al nostro paese. Tra le centinaia di contatti effettuati alcuni li ricordo particolarmente, seppure a distanza di anni, per la loro simpatia e per i piacevoli aneddoti raccontati ascoltando il loro italiano a volte distorto o farcito di loro termini locali.
Tralasciando sigle e nomi che in questa sede hanno poca importanza, vorrei ricordarne qualcuno tra quelli che mi sovvengono in questo momento.
Dallo sterminato Brasile, bellissimo paese dalle mille contraddizioni, ascoltavo spesso questo simpatico operatore di origini lombarde che possedeva una grande fazenda nello stato centrale del Goias e che era solito spostarsi con l'elicottero personale. Dalle bianche dune di sabbia nel nordeste a Fortaleza comunicavo spesso con quest'altro e più volte mi avevo invitato ad andarlo a trovare. In una sperduta località dello stato amazzonico del Roraima operava invece un gentile missionario italiano. Alla sua radio si avvicendavano anche altri volontari. La radio, oggi come allora, è usata in certi luoghi estremi spesso come unico mezzo di comunicazione e per gli usi più svariati (per esempio richiedere un medicinale introvabile in loco).
Anche in Venezuela ho trovato tantissimi italiani. Eccone un simpatico esempio. Questo medico di origine italiana, che ero solito ascoltare spesso, vive invece in Colombia. Dalla seconda città dell'Equador sulla costa del Pacifico era sovente attivo quest'altro connazionale. Tantissimi gli italiani anche in Uruguay: eccone uno tra i più simpatici. In Argentina poi, dove la metà della popolazione ha un cognome che tradisce l'origine italiana, sarebbe impossibile ricordarli tutti. Ne cito una a caso: una cordiale signora dalla provincia di Cordoba che ho avuto modo di contattare diverse volte. Un buon rappresentante dell'italianità al femminile era (e dico 'era' perchè ho saputo che è prematuramente mancata alcuni anni fa) questa poetessa da Lima, Perù che amava deliziare i contatti recitando o inviando sue poesie. Questo è il suo sito. Dalla capitale del Cile ricordo piacevolmente, tra gli altri, i contatti intrattenuti con questa giovane operatrice, mentre scendendo verso sud nella Patagonia cilena l'esuberanza di quest'altro collega.
Potrei continuare con l'elenco ma ci vorrebbe troppo tempo e spazio. Oggi internet ha facilitato i contatti fra i popoli ma allo stesso tempo ha snaturato il piacere della sorpresa, del caso e a volte della fatica per riuscire a parlare con loro. Ogni persona che ho contattato, italiani e non, mi hanno lasciato qualcosa e anche se magari non avrò mai più modo di risentirli li ricorderò sempre con affetto come parte viva dei momenti irripetibili che le onde radio ci hanno concesso.
lunedì, gennaio 19, 2009
Chi lavora con le mani è un operaio,
chi lavora con le mani e con la testa è un artigiano,
chi lavora con le mani, con la testa e con il cuore è un artista.
( S. Francesco D'Assisi )
Giusto, però mi chiedo: e chi lavora con i piedi (per usare un eufemismo) cioè in modo svogliato, superficiale ed approssimativo COME LO VOGLIAMO CHIAMARE ?
giovedì, gennaio 15, 2009
A giudicare dal comportamento di molte persone viene da chiedersi se la coerenza esiste ancora. Non alludo a quella coerenza cieca che ci inchioda alle nostre posizioni quasi come una forma stupida di orgoglio, ma mi da fastidio ritrovare persone che fino a poco prima predicano in un modo subito dopo assumere espressioni o comportamenti differenti. Per non parlare poi di chi vuole far passare come cose giuste e necessarie ciò che in modo del tutto evidente non lo è affatto.
Posso ignorare (mai odiare) chi senza spiegazioni si è allontanato da persona vile. In questo caso è una coerenza del silenzio, del non dialogo.
Posso riuscire anche ad avere stima di una persona con cui ho discusso senza avere mezza idea in comune ma solo se questa mi mostra la sua vera faccia. Ciò che muove i nostri comportamenti nel bene e nel male dovrebbe essere sempre prima di tutto l'intelligenza unita al rispetto di noi stessi e degli altri ma mi pare che troppo spesso non sia affatto così.
Onesto è colui che cambia il proprio pensiero
per accordarlo alla verità.
Disonesto è colui che cambia la verità
per accordarla al proprio pensiero.
( Proverbio arabo )
lunedì, gennaio 12, 2009
Se puoi pensami come fossi una stella cadente
e non ammirarmi come fossi un tramonto.
Abbiamo tutti ancora tanto da fare, da dare e da imparare...

giovedì, gennaio 08, 2009
Nella mia zona sono caduti una quarantina di centimentri di neve in due giorni. E' stata la nevicata più intensa dopo quella memorabile di 24 anni fa (gennaio 1985) quando nevicò per 3 giorni ininterrottamente. Ero solo un ragazzino ma mi ricordo molto bene le montagne di neve altissime che dovevamo smaltire con la carriola nel campo di fronte casa perchè in cortile non c'era più posto...
Se martedì grazie alla festività dell'Epifania i disagi sono stati contenuti non è stato così per la giornata di ieri. Notevoli i disagi arrecati al traffico e alle ripercussioni sulle consegne delle merci. Ieri mattina solo un fornitore (locale) ha consegnato a fronte delle 7/8 consegne previste. Già nel pomeriggio alcuni banchi (specialmente dei prodotti freschi) assomigliavano a quelli di un negozio palestinese in questo periodo...
Comunque cerchiamo di non lamentarci troppo: è sempre meglio una tempesta di neve che porterà pure i suoi disagi, piuttosto che una pioggia di bombe seminatrice cieca di distruzioni e morti innocenti.
domenica, gennaio 04, 2009
La vita è un pò come una partita a dama. Si gioca sperando di vincere anche se non abbiamo mai potuto pensare di diventare esperti di questo gioco. I nostri avversari riescono quasi sempre a manipolare le nostre impressioni. Non si sa se le scelte che facciamo son giuste o meno; lo scopriremo solo alla fine...
Tuttavia ogni giorno ci si ritrova puntuali allo stesso tavolo.

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