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giovedì, maggio 28, 2009
A volte mi chiedo perchè dobbiamo essere buoni, giusti, generosi, entusiasti. Perchè dobbiamo amare il prossimo, spenderci, prodigarci? Ne ricaviamo qualche vantaggio o ne veniamo ripagati? L'unica risposta onesta è no. Non è affatto detto che i meriti vengano premiati o che i migliori ottengano i riconoscimenti meritati. I generosi vengono sfruttati dagli egoisti, gli onesti vengono derubati dai ladri, i miti vengono messi a tacere dagli intolleranti.
Una volta si trovava facilmente la risposta nella fede religiosa. Dio alla fine ricompenserà i buoni e punirà i malvagi secondo giustizia, ma nella nostra epoca disincantata che fatica sempre di più a credere nell'inferno e nel paradiso che risposta possiamo dare?
Visto che non esiste nessun calcolo o dimostrazione scientifica dei costi-benefici che giustifichi l'essere buoni l'unica risposta è questa: per dono, perchè vogliamo bene a qualcuno o vogliamo far del bene ad un familiare, ad un amico, alla nostra città, alla natura o a chi verrà.
Se non c'è questo voler bene originario, libero, gratuito, immotivato che sorge direttamente dal nostro animo non ci può essere nessuna moralità, la stessa che porta gli uomini a creare, a fare di più e a dare di più anzichè prendere.
Una antica leggenda ebraica afferma che il mondo esiste perchè trentasei giusti, umili e sconosciuti, controbilanciano il male che lo distruggerebbe...
E' una verità profonda, ma per fortuna i giusti sono molti, molti di più.
domenica, maggio 24, 2009
Ti regalo un sorriso,
ti porterà allegria e se ti sentirai solo
ti terrà compagnia
perchè il sorriso sincero di un amico
è come il sole:
illumina la strada e riscalda il cuore.
* Immagine tratta dalla locandina originale del film "Il cacciatore di aquiloni"
giovedì, maggio 21, 2009
Ieri sera ho visto anch'io il film commedia "Notte prima degli esami" proposto da Raiuno in prima serata. La storia di per sé non era nulla di eccezionale: un gruppo di liceali degli anni '80 alle soglie dell'esame di maturità con i loro problemi scolastici ed affettivi tra paure, aspettative, sogni e voglia di scherzare tipici dell'età.
In quel film, non fosse altro che per l'epoca in cui era ambientato, mi ci sono ritrovato parecchio avendo anch'io fatto la maturità in quel periodo. Il clima che si respirava era effettivamente quello: si era consapevoli che un'epoca stava per finire. Molti di noi non avrebbero proseguito ulteriormente gli studi e sarebbero entrati nel mondo del lavoro. Quasi tutti i professori avevano fatto il '68 e, proprio come nel film, sotto l'aspetto serio covavano idee oramai represse di rivoluzione.
Noi studenti eravamo più alle prese con gli innamoramenti e le prime esperienze sessuali. Il preservativo si usava allora esclusivamente come contraccettivo perchè le malattie sessualmente trasmissibili di cui si cominciava a sentire parlare erano ancora circoscritte alle così dette "categorie a rischio".
Nel film spicca bene l'assoluta mancanza di telefoni cellulari. Il desiderio di comunicazione, che esisteva anche allora, era sopperito dal passaparola, da bigliettini, dal telefono di casa che i più fortunati potevano portarsi in camera per avere un pò più di privacy. Ma poi, appena era possibile, ci si incontrava e quelle attese con i loro riti di preparazione erano ogni volta fonte di emozione.
Ho l'impressione che i giovani al giorno d'oggi, pur disponendo di eccezionali sistemi di aggregazione come i cellulari ed i computers che permettono loro di comunicare ovunque ed in qualsiasi momento, si siano troppo appiattiti su di essi preferendo magari scambiarsi sms o fare una sessione di chat anzichè stare insieme fisicamente.
A corollario di tutto ciò poi c'era la musica. E' oramai riconosciuto (non sono certo io a dirlo) che il maggior periodo di creatività e di qualità musicale sia stato proprio quello degli anni '80.
Questo film mi ha riportato con un pò di nostalgia alla semplicità di un ventennio fa quando, pur con diverse limitazioni pratiche, perlomeno non erano ancora diffuse piaghe sociali come le deleterie droghe sintetiche, atti violenti di bullismo o razzismo e l'alcolismo giovanile con tutto quello che ne deriva oggigiorno.
martedì, maggio 19, 2009
Eppure queste parole devo averle già ascoltate da qualche parte...
"Generalmente sono di piccola statura. Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o addirittura di attività criminali."
(Tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912)
giovedì, maggio 14, 2009
Se oggi, nella modestia delle esperienze amorose avute, dovessi azzardare non tanto un consiglio, quanto una testimonianza, direi che l'amore va accettato come una grazia. Davanti ad un dono ci si comporta con riconoscenza. Sta a noi non buttare al vento la buona fede di chi ci si propone: sta a noi confrontare idee, sogni e brividi. Senza alcun progetto l'amore finisce sempre per bruciare in tempi sorprendentemente brevi anche se per istinto egoistico vorremmo si prolungasse all'infinito.
E' proprio dell'uomo moderno cercare di sapere prevedere e catalogare sentimenti e passioni su libri o peggio ancora nei talk-show televisivi.
Potrete proporci lo stesso vestito, lo stesso accessorio, lo stesso telefonino, gli stessi persuasori sugli schermi ma le nostre storie d'amore uniche ed irripetibili non potrete mai capirle e neppure sfiorarle.

domenica, maggio 10, 2009
Non mi piace perdere.
Sono orgoglioso, permaloso
e fatico a dimenticare un'ingiustizia.
Con gli anni va meglio:
però conosco i miei difetti e lentamente,
forse troppo lentamente,
mi sforzo di correggermi.
La sconfitta però mi intristisce sempre
e tutto diventa buio e senza senso.
Mi cambia d'umore anche se
l'unica cosa che ho imparato nel tempo
è che le sconfitte non sono mai definitive.
Anche a te le sconfitte hanno fatto male
e con alcuni non sei andato per il sottile.
Però ti sei riscattato quando,
nel momento finale,
hai tutto sopportato
e tutto hai perdonato.
Cosa impossibile per noi:
solo allora sei apparso veramente Dio.
sabato, maggio 02, 2009
Nel corso della storia ci sono sempre stati due tipi di uomini e di mentalità: i costruttori e i distruttori. In un'epoca come la nostra dominata dal forte individualismo ed egoismo, i nichilisti (dal latino nihil, niente) trovano quindi un terreno fertile.
Il nichilista sta male se vede gente soddisfatta, contenta, in pace. Adora il conflitto, è incapace di un giudizio positivo, di un elogio o di una proposta costruttiva. Tutto questo diventa un modo di pensare e, se in passato o in particolari situazioni politiche di totalitarismo o dittatura, essi vanno a fare mestieri a loro congeniali (spia, persecutore, torturatore, boia), in un epoca pacifica e democratica si inventano un mestiere da persecutore utilizzando quanto trovano. Non potendo sfogare il loro odio con il rogo, lo soddisfano con la calunnia.
I nichilisti li potete trovare nel vostro ambiente, a volte ben mimetizzati, fra i vostri conoscenti, colleghi e falsi amici. Ciò che avete fatto con cura e con dedizione loro lo spazzano via con una parola o una battuta. E ne sono felici.
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